Il Tagliamento riserva dell’Unesco, incontro con i comuni dell’Alto Friuli

Incontro tra Regione e Comuni dell’Alto Friuli.

Terzo e ultimo incontro di presentazione del percorso che porterà alla candidatura del Tagliamento a Riserva Mab, Man and Biosphere, della Biosfera Unesco.

L’appuntamento ha coinvolto tutti i Comuni dell’Alto Friuli, Amaro, Ampezzo, Artegna, Chiusaforte, Dogna, Enemonzo, Forni di Sotto, Forni di Sopra, Gemona del Friuli, Lusevera, Moggio Udinese, Montenars, Preone, Resia, Resiutta, Socchieve, Taipana, Tolmezzo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, oltre a Grado e Marano lagunare e ai Comuni veneti di Caorle e Lorenzago di Cadore.

L’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro ha informato sull’avanzamento dell’iter di candidatura presentata al ministero dell’Ambiente, ora ministero della Transizione ecologica, e, per il suo tramite, al Comitato Mab nazionale lo scorso 8 settembre, dopo l’investitura ricevuta in questo senso dalla Giunta regionale.

“Intendiamo concludere l’iter entro settembre 2022 con la consegna del dossier all’Unesco, da cui ci attendiamo il riscontro finale a maggio 2023” ha sintetizzato Scoccimarro, ricordando che “il progetto è stato ampliato, rispetto all’ipotesi iniziale predisposta dal Wwf nel 2017, con l’inserimento delle sorgenti del Piave e con l’inclusione di importanti aree di interesse quali la Laguna di Grado e Marano. Sono stati avviati i contatti con la Regione Veneto per tutti gli aspetti di comune interesse e per lo sviluppo di possibili sinergie”.

A primavera i Comuni dovranno esprimere l’interesse preliminare alla candidatura, attraverso delibere dei rispettivi Consigli comunali. In fase conclusiva, ovvero entro settembre 2022, dovranno approvare l’adesione definitiva al dossier. Nel frattempo, le amministrazioni, con il supporto della Regione e del consulente tecnico, dovranno condurre un’attività partecipativa per informare e coinvolgere le rispettive comunità.

La Riserva della Biosfera è strutturata secondo una zonizzazione che prevede una “core zone” (area interna, già sottoposta a stringenti normative di tutela ambientali esistenti in quanto include, ad esempio, le riserve naturali), una “buffer zone” a protezione dell’area interna e infine la “transition zone”, non sottoposta a vincoli giuridici, che ospita città, attività antropiche, insediamenti e progetti di sviluppo.

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