Aquileia in vetrina al tourismA per celebrare il binomio vino e archeologia

Aquileia porta a Firenze la sua storia millenaria e la sua tradizione vitivinicola in occasione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, in programma da oggi e fino a domenica 1° marzo al Palazzo dei Congressi. Il sito UNESCO sarà presente con uno stand promozionale e sarà tra i protagonisti del convegno ArcheoVinum, un viaggio eno-archeologico attraverso l’Italia che unisce patrimonio storico e cultura del vino.

L’iniziativa, promossa dall’Università di Bari e da tourismA nell’ambito del progetto PNRR CHANGES, collega idealmente il Friuli Venezia Giulia alla Puglia passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania, mettendo in rete alcuni tra i più importanti parchi e siti archeologici italiani.

Un itinerario tra i grandi siti italiani

Tra le tappe del percorso oltre ad Aquileia, il Colosseo e il Palatino a Roma, Pompei, l’antica città di Satricum nel Lazio, i siti etruschi e romani della Maremma, le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba e di Faragola ad Ascoli Satriano, in Puglia.

Un mosaico di luoghi simbolo della storia italiana che oggi dialogano con un settore in forte crescita: quello delle aziende che scelgono di coniugare vini di qualità e patrimonio archeologico, creando un’alleanza virtuosa tra bene materiale e bene immateriale.

La Vigna delle Thermae Felices Constantinianae

Protagonista dell’intervento della Fondazione Aquileia, in programma sabato 28 febbraio dalle 9 alle 13 nell’auditorium del Palazzo dei Congressi, sarà l’esperienza della Vigna delle Thermae Felices Constantinianae.

A illustrarla saranno il direttore Cristiano Tiussi e Antonio Clementin dell’azienda agricola Vini Brojli. Il vigneto si trova in una delle aree archeologiche più importanti della città, tra l’edificio tardoantico delle Grandi Terme, il teatro romano e le mura bizantine.

Dal 2021 Brojli e la Fondazione – cui l’area è stata conferita dal Ministero della Cultura – curano il vigneto storico, producendo un vino che riprende l’antico nome del complesso termale attestato da un’iscrizione di dedica. La vendemmia è diventata un momento aperto anche ai visitatori, trasformandosi in un’esperienza partecipata tra storia, paesaggio e tradizione vitivinicola.

Sei cantine, un legame identitario con la storia

Il convegno sarà anche l’occasione per raccontare lo stretto rapporto tra sei aziende vinicole del territorio e l’archeologia aquileiese: Barone Ritter de Záhony, Brojli, Ca’ Tullio, Donda, Puntin e Tarlào. Ognuna produce vino in luoghi che custodiscono tracce della storia millenaria della città: dai resti di ville romane e circhi alle antiche strade consolari, dai complessi monastici sorti su basiliche paleocristiane fino agli edifici di archeologia industriale del primo Novecento.

Durante l’appuntamento sarà presentata in anteprima anche una nuova brochure dedicata al binomio “vino e archeologia”, pensata per rafforzare l’offerta turistica integrata del territorio.

Una leva per la crescita turistica

“L’impegno della Fondazione per la valorizzazione di Aquileia è legato indissolubilmente alla promozione del territorio – sottolinea il presidente Roberto Corciulo –. Vino e archeologia costituiscono un binomio importante, considerato che la nostra tradizione enologica affonda le proprie radici in età romana, se non addirittura in epoca protostorica”.

Dopo la partecipazione dello scorso anno a Vinitaly con i vini delle Thermae Felices Constantinianae, l’obiettivo è ampliare ulteriormente il potenziale turistico di un progetto capace di coniugare identità, cultura e sviluppo. In questo modo l’archeologia aggiunge valore alle bottiglie, radicandole nella storia di un territorio unico. Un bicchiere di vino, ad Aquileia, non è solo convivialità: diventa un’esperienza culturale che attraversa i secoli.