Dal Friuli all’Ucraina, i Cavalieri in Vespa arrivano a Leopoli

Dal Friuli all’Ucraina in Vespa.

I Cavalieri in Vespa sono arrivati a Leopoli, cittadina dell’Ucraina Occidentale. Una tappa non prevista inizialmente, resa possibile grazie alla disponibilità del console onorario di Leopoli, Gianluca Sardelli.
I due vespisti friulani, Denis Ciani ed Edi Fadelli, partiti lo scorso 25 giugno da Aviano, hanno attraversato Slovenia e Ungheria prima di entrare in Ucraina.

A Leopoldi sono stati ricevuti dal vicesindaco Andriy Moskalenko e dall’assessore Yevgen Boyko. “Per noi è un onore essere qui e portare alle istituzioni ucraine la nostra vicinanza”, ha detto Ciani non senza emozione, regalando alle autorità cittadine una bottiglia di vino friulano e la fascia dell’avventura dei due Cavalieri in Vespa nell’Europa dell’Est.
“Per il nostro Paese è un momento difficile ma molto importante – ha commentato il vicesindaco di Leopoli – i nostri militari combattono per l’indipendenza dell’Ucraina ma anche per la libertà di tutto il mondo. Il prezzo che stiamo pagando è molto alto, e da questa piazza ogni giorno salutiamo i nostri eroi in partenza per il fronte. Ma continueremo a farlo fino alla fine, perché questo è il nostro Paese e questa è la nostra città. Grazie per il supporto che ci state dando”, ha concluso Moskalenko.

Non senza difficoltà, vista la penuria di benzina, Ciani e Fadelli, prima di lasciare il Paese, sono riusciti a incontrare anche don Moreno Cattelan, impegnato nella gestione dei profughi in un monastero di Leopoli. “Un personaggio davvero squisito – racconta Ciani – che si sta dando un gran da fare per ospitare i profughi in fuga dalle zone di guerra e per mandare in Italia più persone possibile”.

Una permanenza in Ucraina durata poco più di 24 ore, che ha segnato nel profondo i due vespisti, che avranno modo di raccontare ciò che hanno visto e provato al loro rientro in Italia, previsto per il 23 luglio a Villa de Brandis, a San Giovanni al Natisone. Il viaggio prosegue a caccia della quarta stella (dopo quelle conquistate a Capo Nord, alle isole Canarie e in Islanda), con i chilometri da percorrere che restano ancora migliaia. 

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