A Buja Alessandra racconta i rapporti umani d’oggi con l’arte

Le sculture dell’artista Alessandra di Buja.

La necessità di rappresentare la società di oggi, in bilico tra perdizione e speranza, attraverso l’arte. Questa è la motivazione che spinge Alessandra Aita, di Buja, a creare le sue opere. Nata a San Daniele del Friuli nel 1983, dopo aver studiato presso l’Istituto Statale d’Arte di Udine, Alessandra ha frequentato un corso professionale di grafica e si è da subito dedicata alla carriera professionale.

In seguito ad alcune esperienze lavorative ha aperto il proprio studio operando nel campo della grafica pubblicitaria. Da alcuni anni, però, ha intrapreso anche la strada dell’arte seguendo le orme del padre, l’artista e pittore Bruno Aita. Cimentatasi dapprima con la pittura, con il passare del tempo si è dedicata alla ricerca della forma utilizzando diversi materiali.

Dall’argilla è passata a pezzi di legno recuperati in riva al mare o agli argini dei fiumi, iniziando ad assemblarli per creare le sculture che oggi la contraddistinguono. Si tratta di persone, uomini e donne, che nei loro corpi lignei sembrano vivere la propria quotidianità: intrappolati in una corazza che rappresenta la loro schiavitù, sottomessi alla tecnologia e ai social network, privi di passioni. Un corpo, il loro, fatto di un materiale forgiato dal tempo e dalle intemperie che una volta assemblato si smaterializza.

Le sculture diventano il simbolo di rapporti umani compromessi, svuotati di qualsiasi significato, anche se ancora un barlume di speranza c’è. E questa fiammella Alessandra la rappresenta con la luce. In alcune delle sue sculture, infatti, inserisce l’elemento luminoso proprio come simbolo di speranza, “speranza in qualcosa di positivo”.

Le sculture di Alessandra sono un connubio di materia e spirito, corpo e anima che rappresentano anche il suo percorso di conoscenza interiore. Nell’ottobre 2015 vince il primo premio all’Arte Fiera Dolomiti di Longarone, la mostra mercato di Arte moderna e contemporanea tra le più longeve nel panorama artistico italiano.

Inoltre è stata presente alla Biennale Internazionale Donna di Trieste (Porto Vecchio), che è durata fino al 21 gennaio 2018. Per vedere alcune delle sue opere è possibile visitare il suo sito internet, oppure presso le sue esposizione tra cui, nell’estate 2018, si aggiungerà quella in occasione del Festival di Majano.

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