Carnia laboratorio d’Europa: l’arte come “arma” di inclusione nel cuore delle Alpi

Musicisti e ragazzi durante un laboratorio di musica d’insieme in Carnia per il progetto d@rts finanziato dal programma HorizonCarnia laboratorio d'Europa: il progetto che vede arte e musica come mezzi di inclusione sociale

Da alcuni mesi le vallate carniche sono diventate un campo di prova internazionale per il progetto d@rts – dialoguing arts. L’iniziativa, finanziata dal programma Horizon dell’Unione Europea (il programma quadro per la ricerca e l’innovazione), ha l’obiettivo di studiare come la musica, il teatro e la danza possano favorire l’alfabetizzazione culturale e la coesione sociale. La Carnia è stata scelta come territorio d’elezione insieme a comunità di Serbia, Germania e Norvegia, per trovare risposte concrete alle sfide dell’integrazione attraverso le arti performative.

Un evento itinerante tra piazze e borghi

Domenica 1° marzo 2026 sarà la giornata in cui i risultati di questa ricerca verranno condivisi con il territorio. L’evento, promosso dalla Cooperativa Puntozero in collaborazione con l’Università di Verona, sarà una vera e propria festa itinerante aperta a tutti.

Il programma toccherà tre località del Comune di Ovaro: si parte alle 10:00 a Clavais (Piazza e Villa Ines), ci si sposta alle 11:30 a Muina presso il Bar Cooperativa e si conclude nel pomeriggio con il gran finale. In ogni tappa sarà presente una mostra interattiva con installazioni dedicate alla capacità di dialogare e convivere nelle differenze.

La musica come palestra di empatia

Il cuore del progetto risiede nell’analisi di come la musica d’insieme possa potenziare competenze umane come l’ascolto, l’empatia e la gestione dei conflitti. “La ricerca ha coinvolto un gruppo di bambine e bambini e un gruppo di adulti e adolescenti che, attraverso un approccio partecipativo, hanno contribuito alla costruzione degli esiti del progetto”, spiega Cristina Balloi, ricercatrice e coordinatrice per l’Università di Verona.

Dallo scorso giugno i partecipanti si sono ritrovati per fare musica insieme, guidati da artisti che hanno facilitato la connessione tra pratiche artistiche e attività scientifica. “Tutti i partecipanti e le partecipanti sono stati parte attiva del processo contribuendo alle diverse fasi di raccolta e analisi dei dati”, aggiunge la ricercatrice.

Un comitato locale per la comunità

Oltre ai laboratori musicali tenuti a Ravascletto, Sutrio e Paluzza, il progetto ha puntato sulla creazione di legami profondi. “È stato costituito un comitato locale che ha avuto la funzione di decidere, insieme allo staff di progetto, gli aspetti logistici e comunicativi, con l’obiettivo di favorire nuove connessioni e una più ampia diffusione delle attività svolte nella comunità”, prosegue Cristina Balloi.

L’evento finale si terrà alle 17:00 a Ovaro, al Centro di aggregazione giovanile in località Spin, con le esibizioni di Villachorus e Coro SutrioInCanta. Come sottolineato dalla ricercatrice, l’appuntamento “sarà senz’altro un importante momento di condivisione, all’insegna di narrazione, musica, attivazione e arte rivolti a persone di tutte le fasce d’età”.