Lutto a Tolmezzo per la scomparsa dell’82enne, nel suo ultimo saluto tutta la sua ironia: “Finalmente sono deceduto anch’io”
Aveva preparato personalmente anche il suo ultimo saluto, lasciando ai familiari un necrologio capace di raccontare fino in fondo il suo carattere. Paolo Aita, molto conosciuto a Tolmezzo e nel mondo della cinofilia venatoria, è morto a 82 anni dopo un improvviso malore nella notte del 24 agosto. Il 19 settembre ne avrebbe compiuti 83.
Nel necrologio, pensato dallo stesso Aita prima della sua scomparsa, l’apertura è quella che tanti amici avrebbero potuto aspettarsi da lui: “Cari amici e parenti, sono finalmente deceduto anch’io”. Una frase che sintetizza quell’ironia e quell’autoironia che lo avevano accompagnato per tutta la vita e che in queste ore hanno strappato un sorriso anche nel momento del dolore.
L’ultimo desiderio: tutti al bar dopo il funerale
Nel suo messaggio d’addio Aita ha lasciato anche una precisa indicazione agli amici: dopo le esequie, nessuna fretta di tornare a casa, ma un incontro al bar per ricordare insieme i momenti più divertenti trascorsi nel corso degli anni. “Ho ancora un ultimo desiderio. Al termine del funerale, trovatevi tutti al bar per passare un’ora a ricordare gli episodi più esilaranti della nostra vita insieme. Mandi! Ci vediamo presto… forse”, si legge nel necrologio.
Anche la fotografia scelta per l’ultimo saluto racconta una parte importante della sua vita: Aita è ritratto insieme ad Alì, il drahthaar che lo accompagnò nelle competizioni internazionali più prestigiose negli anni Novanta. Al posto dei fiori, la famiglia ha indicato la possibilità di destinare eventuali offerte al canile di Tolmezzo.
Tre volte campione del mondo di Sant’Uberto
Paolo Aita era considerato uno dei principali protagonisti della cinofilia regionale. Con i suoi cani da ferma aveva conquistato tre titoli mondiali nelle gare di Sant’Uberto, competizioni cinofilo-venatorie nelle quali vengono valutati il comportamento del cacciatore e il lavoro del cane sul terreno.
Nel 1990, a Valladolid, in Spagna, vinse sia il titolo individuale sia quello a squadre. In quell’occasione gareggiò anche insieme al friulano Renzo Pasut. Arrivarono poi altri successi iridati nel 1991 e nel 1992, rispettivamente in Francia e in Italia.
Era tesserato da sempre con la Federazione Italiana della Caccia ed era stato socio fondatore e presidente della sezione comunale Federcaccia di Cavazzo Carnico, oltre ad aver ricoperto diversi incarichi nell’ambito cinofilo regionale.
La passione per i cani da ferma e per la caccia si accompagnava a quella per il tiro al piattello e, più in generale, per lo sport. Un’attività portata avanti con grande competenza fino a quando le condizioni di salute glielo avevano consentito.
Il legame con Tolmezzo e l’Albergo Roma
Aita era una figura molto conosciuta anche nella vita cittadina. Era ancora tra i soci della società proprietaria dello storico Albergo Roma di Tolmezzo, struttura alla quale la sua famiglia era legata da generazioni e che per molti anni era stata anche un punto di riferimento della ristorazione carnica. Proprio all’Albergo Roma sono legate alcune pagine importanti della storia gastronomica locale, dagli anni dello chef Gianni Cosetti, grande amico di Aita, fino alla figura di Norma Pielli, alla quale è legata una delle ricostruzioni friulane sull’origine del tiramisù.
Con la moglie Francesca, Paolo viveva in uno degli appartamenti affacciati su piazza XX Settembre. Fino a pochi giorni prima della scomparsa era stato visto proprio nel cuore della città, dove era conosciuto per il suo carattere diretto, la capacità di osservare ciò che accadeva attorno a lui e quella battuta pronta che non lo abbandonava mai.
Il cordoglio del mondo venatorio
La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio anche tra i cacciatori del Friuli Venezia Giulia. La Federcaccia regionale lo ha ricordato come uno dei più importanti interpreti della cinofilia con cani da ferma, sottolineando non soltanto i risultati ottenuti nelle competizioni internazionali, ma anche il carattere deciso e la grande capacità di scherzare su se stesso.
Messaggi di vicinanza alla famiglia sono arrivati anche dal presidente nazionale della Federcaccia Massimo Buconi, che ha ricordato Aita come un cacciatore capace di dare prestigio alla federazione e all’intero movimento cinofilo italiano, e dal presidente regionale Valter Rotter Berton, a nome di dirigenti e soci.
Il rosario sarà recitato giovedì 27 agosto alle 18 nella chiesa di Santa Caterina, mentre i funerali saranno celebrati venerdì 28 agosto alle 10 nel Duomo di Tolmezzo, con partenza dall’ospedale cittadino. Poi, come Paolo Aita aveva chiesto, per tanti amici ci sarà ancora un ultimo appuntamento: ritrovarsi al bar e ricordarlo attraverso gli episodi più divertenti vissuti insieme.

