Un giardino accessibile e nuovi spazi per le scuole: rinnovato il Museo Archeologico

Il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli si rinnova con un giardino accessibile, nuovi spazi per le attività didattiche e un lapidario ripensato. Si sono conclusi nel giugno 2026 i lavori che hanno riqualificato il cortile e le aree verdi del complesso museale, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di visita e trasformare gli spazi esterni in luoghi di incontro e partecipazione. L’intervento è stato finanziato con 1 milione e 221.800 euro del PNRR.

Il progetto, denominato “Un museo accessibile, inclusivo e partecipato”, ha interessato due aree finora sottoutilizzate, per una superficie complessiva di 465 metri quadrati: il cortile retrostante il palazzo e il giardino terrazzato sul fianco meridionale del complesso.

Un giardino accessibile con vista sui monumenti di Cividale

Il giardino, realizzato negli anni Ottanta sopra il solaio in cemento armato che copre l’area archeologica interrata, è stato riqualificato e reso accessibile ai visitatori. Oltre a offrire uno spazio verde per la sosta e l’incontro, permette di osservare da una prospettiva inedita alcuni dei principali monumenti del centro storico: l’abside del Duomo, il Palazzo dei Provveditori e il complesso di Santa Maria in Valle.

Nel cortile è stato realizzato un nuovo edificio polifunzionale destinato alle attività educative e agli incontri. Gli ambienti sono pensati soprattutto per le iniziative rivolte alle scuole e consentono di organizzare esperienze di apprendimento diversificate, rivolte a gruppi e fasce d’età differenti.

La progettazione è stata affidata allo studio milanese Barreca & La Varra. Dopo alcuni interventi preliminari per mettere in sicurezza la copertura dell’area archeologica interrata, danneggiata dalle infiltrazioni, il cantiere è partito il 13 ottobre 2025. Le opere, affidate alla ditta Cramer Giovanni & Figli, si sono concluse nel giugno 2026, nel rispetto delle scadenze previste dal PNRR.

“Il nuovo intervento è un ampio contrappunto all’edificio storico: una sala polifunzionale orientata alla didattica e agli incontri, un nuovo deposito e un’installazione espositiva nel piccolo cortile, una passeggiata nel giardino come momento complementare della visita e occasioni di incontri e momenti formativi informali. Tutto questo compone un insieme che, mantenendo il carattere storico e monumentale del Museo, ne configura una modalità d’uso futuro più interattiva, informale e orientata alle diverse generazioni e a diversi modi di interagire con il sapere, i documenti e la storia”, dichiara Giovanni La Varra.

Il lapidario e la memoria della comunità ebraica

I lavori hanno interessato anche il percorso esterno del lapidario, completamente ripensato e riorganizzato secondo una nuova narrazione museale. Particolare attenzione è stata riservata alle matzevot, le pietre tombali ebraiche che testimoniano la presenza della comunità ebraica a Cividale del Friuli tra il XIII e il XVIII secolo.

Il lapidario è dedicato alla memoria di Elvira Schoenfeld Piccoli e della figlia Amalia, deportate dalla loro abitazione di Cividale e uccise ad Auschwitz nell’aprile del 1944. La dedica rende omaggio anche alla famiglia Piccoli e all’impegno di Romano e Giampaolo nella trasmissione della memoria della Shoah, attraverso testimonianze che hanno trasformato un doloroso ricordo familiare in un impegno civile.

“Un luogo di tutti”, aperto alla comunità

Il progetto punta a rafforzare il ruolo del museo come luogo di accoglienza, apprendimento e confronto, ampliando le occasioni di incontro con il patrimonio storico e archeologico.

“Con questo progetto è stato aggiunto un altro importante tassello alla rigenerazione di una realtà che abbiamo sempre definito come luogo di tutti e che come tale guarda al futuro in un’ottica di accoglienza, inclusione e partecipazione; vogliamo che questo Museo sia un luogo da vivere, uno spazio aperto alla creatività e alle idee, pensato per raccogliere passato, presente e futuro, una convergenza ideale dove generazioni diverse si incontrano e dialogano”, afferma Angela Borzacconi, direttrice del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e responsabile unica del progetto.

Anche Guido Comis, direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare e della Direzione regionale Musei del Friuli Venezia Giulia, sottolinea il valore dell’intervento: “Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli è un luogo straordinario per ampiezza e profondità delle collezioni che abbracciano archeologia e storia dell’arte, approfondiscono storia sociale e architettura, antichità romana e civiltà longobarda. I nuovi interventi non solo danno nuova leggibilità a nuclei della collezione, ma soprattutto contribuiscono a rendere il museo un luogo, non solo di visita, ma di accoglienza e di confronto per il pubblico di tutte le età“.

Tra gli sviluppi attesi, Comis ha anticipato l’apertura dell’area ipogea, dove si trovano le fondamenta del palazzo imperiale, e altri interventi di valorizzazione degli spazi espositivi.

All’inaugurazione il sindaco di Cividale, Attilio Vuga, ha richiamato il forte legame tra la comunità e il patrimonio storico cittadino. Ha inoltre sottolineato i progressi nella collaborazione tra istituzioni culturali e amministrazione comunale, ricordando gli interventi in corso al Monastero Maggiore, con investimenti indicati in circa 10 milioni di euro.

Vuga ha evidenziato anche la necessità di promuovere Cividale come destinazione per soggiorni di più giorni, valorizzando non soltanto musei e siti archeologici, ma anche il patrimonio documentale, le Valli del Natisone, le aree collinari viticole e le produzioni di qualità del territorio. L’obiettivo è favorire ricadute positive sulle attività economiche locali.