La crescita dell’occupazione in Friuli Venezia Giulia passa anche dal lavoro femminile, con una diminuzione significativa delle donne inattive e disoccupate. È il quadro tracciato dall’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, intervenuta a Udine all’incontro organizzato da Officine FVG in occasione della ricertificazione della parità di genere.
L’appuntamento, dal titolo “Tre anni di impegno, tante storie da raccontare”, si è svolto nella Torre di Santa Maria, sede di Confindustria Udine. Presenti, tra gli altri, il presidente di Officine FVG Enzo Tulisso e il sindaco di Campoformido Massimiliano Petri.
Parità di genere, il caso Officine FVG
“La certificazione della parità di genere rappresenta il punto di arrivo di un percorso che coinvolge l’intera organizzazione aziendale e testimonia l’impegno dell’impresa e dei suoi lavoratori. L’esperienza di Officine FVG dimostra il valore degli investimenti nell’inclusione e nella conciliazione tra vita privata e professionale. L’auspicio è che questi percorsi di eccellenza diventino sempre più diffusi nel sistema produttivo regionale”, ha dichiarato Rosolen.
L’assessore ha sottolineato anche il legame tra l’andamento dell’occupazione, i cambiamenti demografici e le esigenze delle imprese. “Dal 2018 al 2026 la crescita dell’occupazione in Friuli Venezia Giulia è stata trainata dalle donne, con una diminuzione significativa sia delle inattive sia delle disoccupate. È un cambiamento importante, legato anche alle trasformazioni demografiche e alle esigenze del sistema produttivo, che richiede una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e imprese”.
Nel caso di Officine FVG, il percorso verso la certificazione si è accompagnato a una crescita percentuale dell’occupazione femminile in azienda.
Welfare e incentivi per il lavoro
Tra gli strumenti regionali richiamati da Rosolen ci sono il sostegno alla certificazione della parità di genere nelle imprese e le opportunità offerte dal Fondo sociale europeo, che negli anni hanno favorito interventi aziendali più strutturati. A questi si aggiunge la normativa regionale sull’innovazione sociale del 2025, orientata a integrare le politiche pubbliche e i servizi sul territorio.
“La Regione Friuli Venezia Giulia lavora da anni per rafforzare il welfare e promuovere politiche per la parità di genere che incidano sulla vita delle persone. Abbiamo costruito un approccio che mette in relazione lavoro, casa, trasporti, scuola e servizi, per favorire la conciliazione tra vita privata e professionale e rispondere alle esigenze delle persone e del sistema produttivo”, ha spiegato l’assessore.
Rosolen ha ricordato inoltre i 10 milioni di euro annui destinati agli incentivi regionali alle assunzioni, nell’ambito dei quali la Regione ha scelto di privilegiare l’occupazione giovanile.
“Investiamo nella formazione delle nuove generazioni, ma è indispensabile che anche le imprese facciano la propria parte, offrendo contratti adeguati e prospettive professionali che consentano ai giovani di costruire il proprio futuro nel nostro territorio. È una responsabilità fondamentale per non disperdere le competenze che contribuiamo a formare”, ha aggiunto.
Parità, imprese e cambiamento culturale
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la consigliera regionale di parità Eleonora Lutterotti, che ha richiamato il ruolo degli strumenti regionali a sostegno delle imprese. La parità di genere, ha evidenziato, rappresenta un’opportunità anche per la competitività aziendale e la valorizzazione delle competenze femminili. Ha inoltre invitato le aziende a tradurre le opportunità disponibili in iniziative concrete, capaci di diffondere una cultura della parità nel mondo del lavoro.
In chiusura, Rosolen ha richiamato il legame tra denatalità, ruolo delle donne e responsabilità collettiva: “Il calo demografico, che per decenni è stato considerato soprattutto una questione familiare, viene oggi riconosciuto come una sfida che riguarda l’intera collettività. Questa consapevolezza sta contribuendo a modificare la percezione del ruolo delle donne e dei giovani nella nostra società. È un cambiamento culturale che dobbiamo continuare a sostenere, consapevoli che i risultati raggiunti richiedono un impegno costante”.

