Udine recupera 22 posizioni, Pordenone resta in top 10: quanto sono sostenibili le città del Fvg

Pordenone resta tra le dieci città più sostenibili d’Italia, Gorizia guadagna undici posizioni e Udine ne recupera ventidue. Anche Trieste avanza, ma dietro i progressi della classifica Ecosistema Urbano 2026 restano differenze marcate tra i capoluoghi regionali: dalla raccolta differenziata alla qualità dell’aria, passando per trasporti e gestione dell’acqua, ogni città ha i suoi punti di forza e le sue criticità.

Il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore, prende in esame 106 capoluoghi italiani attraverso venti indicatori relativi ad aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. I dati si riferiscono al 2025.

Pordenone resta tra le dieci città più sostenibili d’Italia

Con il suo ottavo posto e un punteggio del 70,79%, Pordenone si conferma il capoluogo più virtuoso del Friuli Venezia Giulia e rimane nella top ten per il decimo anno consecutivo. Scende dal quinto posto dell’edizione precedente, ma conserva risultati di primo piano in alcuni settori.

Il dato più significativo è quello dell’energia solare sugli edifici pubblici: Pordenone è prima in Italia con 32,97 kW installati ogni mille abitanti. La città si distingue anche per la raccolta differenziata, all’86%, che vale il quinto posto nazionale, e per le perdite idriche, scese al 14,7% e all’ottavo posto in Italia.

Tra le criticità, il trasporto pubblico e il tasso di motorizzazione restano tra gli aspetti sui quali intervenire, mentre la qualità dell’aria continua a risentire delle condizioni della pianura padana, soprattutto per quanto riguarda il biossido di azoto. Sul fronte dei rifiuti, l’obiettivo è ridurre ulteriormente la produzione complessiva, nonostante gli ottimi risultati nella raccolta differenziata.

Udine recupera 22 posizioni e risale al 28° posto

È Udine a registrare il recupero più consistente tra i capoluoghi regionali: passa dal 50° al 28° posto, guadagnando 22 posizioni. Il punteggio raggiunge il 64,05%.

Tra i risultati migliori c’è la depurazione delle acque, che colloca la città al 18° posto nazionale per il valore medio di COD in uscita dagli impianti. Buono anche il dato sulle polveri sottili PM10, con il 20° posto, quello relativo al numero di viaggi sul trasporto pubblico, al 20° mentre raggiunge il 29° posto per dotazione di infrastrutture ciclabili.

La raccolta differenziata si posiziona al 42° posto, mentre la produzione annua di rifiuti urbani pro capite è al 72°: sono due indicatori distinti e mostrano che il margine di miglioramento riguarda soprattutto la quantità complessiva di rifiuti prodotti, non soltanto la loro separazione.

Tra le criticità spicca l’ozono: Udine è al 67° posto per numero di giorni di superamento della soglia. Anche i consumi domestici di acqua e le perdite della rete idrica, entrambi al 67° posto, restano aspetti su cui lavorare.

Gorizia sale all’21° posto e si conferma regina del verde urbano

Gorizia passa dal 32° al 21° posto, guadagnando 11 posizioni. La crescita è legata in particolare ai progressi nella gestione delle acque e alla raccolta differenziata.

Il capoluogo isontino conserva un primato nazionale: è primo per disponibilità di verde urbano accessibile, con 138,2 metri quadrati per abitante. Il dato è riferito al 2023, ultima rilevazione Istat disponibile. Migliora anche la rete idrica, con le perdite scese dal 34,5% al 29,5%, mentre la raccolta differenziata passa dal 67% al 69%, superando l’obiettivo del 65%.

Non mancano le criticità. La produzione di rifiuti urbani sale da 500 a 509 chilogrammi per abitante all’anno, ben oltre il riferimento di 365 chilogrammi indicato dal rapporto. Il dato potrebbe essere stato influenzato anche dai flussi di visitatori legati alle manifestazioni di GO!2025, ma si tratta di un’ipotesi

Sul fronte dell’aria, le polveri sottili migliorano: il PM10 scende a 15 microgrammi per metro cubo, raggiungendo il valore guida annuale dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il PM2,5 passa da 12 a 11 microgrammi, ma resta sopra il valore guida Oms di 5. Peggiora invece l’ozono, con 42 giorni di superamento contro i 38 del 2024. Anche la rete ciclabile resta sotto la media nazionale: 9,10 metri equivalenti ogni 100 abitanti, contro 10,95.

Trieste al 22° posto, bene il PM10 e il trasporto pubblico

Trieste sale dal 24° al 22° posto nella graduatoria generale. Tra i risultati migliori spicca il primo posto per alberi ogni 100 abitanti in aree di proprietà pubblica e il sesto per la concentrazione media annua di PM10. La città si colloca inoltre al 15° posto sia per numero di viaggi per abitante sul trasporto pubblico sia per offerta del servizio.

La criticità più evidente è la raccolta differenziata, che porta Trieste al 98° posto su 106 capoluoghi. Anche la qualità dell’aria presenta risultati contrastanti: il biossido di azoto si colloca al 68° posto, mentre per l’ozono la città è al 39°.

La mobilità mostra un quadro altrettanto articolato. Trieste è al 24° posto per superficie pedonalizzata, ma scende all’86° per estensione delle zone a traffico limitato e al 79° per l’indicatore delle piste ciclabili espresso in metri equivalenti ogni 100 abitanti. La città è invece al quinto posto per tasso di motorizzazione, ossia auto ogni 100 abitanti.