Sparatoria di Caporiacco, i dubbi degli inquirenti e quel funerale già organizzato. La donna ferita nel campo racconta la sua verità

La sparatoria di Caporiacco.

Aveva già predisposto tutto per il suo funerale Enzo Minisini, il 75enne che ieri è morto nella sparatoria di Caporiacco. Da tempo si era accordato con l’agenzia funebre sottoscrivendo una polizza dedicata. Un dettaglio che magari non aggiunge nulla nel risolvere i dubbi di questo tentato omicidio-suicidio, nel quale è rimasta ferita da due colpi di pistola la 44enne di origine etiope, F. Z. G., residente a San Vito al Tagliamento.

Sono ancora sotto shock gli abitanti di Colloredo di Montalbano. Nessuno vuole commentare, nessuno vuole aggiungere nemmeno mezza parola a questa triste vicenda. Gli inquirenti stanno facendo eseguendo riscontri e non è esclusa la nomina di un perito balistico per ricostruire la sparatoria. Intanto, la donna, ricoverata a Udine, dopo una delicata operazione è ora fuori pericolo. Dal letto dell’ospedale ha voluto confermare la sua versione ai carabinieri, ovvero che aveva tentato di scappare a piedi nella campagna di Caporiacco e che si era vista puntare contro la pistola. Quindi l’uomo le aveva sparato per poi togliersi la vita. Il corpo dell’uomo, trasportato all’obitorio di Udine, resta in attesa dell’esame autoptico. Due matrimoni alle spalle, 4 figlie, ed una vita, quella di Enzo, divisa tra lavoro ed affetti personali, dal Friuli all’Africa, dove era sovente recarsi. E ancora tanti mestieri da risolvere per chiarire cosa sia accaduto.