Cormons si prepara a voltare pagina dopo l’alluvione dello scorso novembre. Dal 27 marzo la zona arancione sarà infatti riclassificata come area verde, consentendo il ritorno alla normalità per residenti e attività economiche finora soggetti a limitazioni.
L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, durante un incontro in municipio insieme al sindaco Roberto Felcaro e ai cittadini di Brazzano di Cormons. Il cronoprogramma viene rispettato e anticipato di tre giorni rispetto alle previsioni iniziali, compatibilmente con condizioni meteo favorevoli. “Utilizzeremo questa settimana per realizzare opere che ci consentiranno di mettere in sicurezza l’area da eventuali rischi di movimenti franosi e, di conseguenza, permettere a tutti i cittadini e alle attività economiche che avevano subito interdizioni di tornare finalmente alla normalità”.
Interventi urgenti per la messa in sicurezza

Già da lunedì prenderanno il via i lavori per la posa di 160 blocchi di cemento prefabbricati, necessari a realizzare una barriera provvisoria contro eventuali movimenti franosi. Si tratta di un intervento fondamentale per consentire la riapertura dell’area entro venerdì mattina.
Questa soluzione temporanea anticipa la realizzazione delle opere definitive: una barriera alta cinque metri e una vasca di contenimento da 2.000 metri cubi, pensate per garantire la sicurezza nel lungo periodo. Nel frattempo, prosegue l’imponente lavoro di ripristino: sono già stati rimossi 10mila metri cubi di terra e 900 metri cubi di macerie, pari a circa 1.100 camion.
Case distrutte, contributi fino a 200mila euro
Per quanto riguarda le tre abitazioni completamente distrutte in zona rossa, la ricostruzione in loco non sarà possibile poiché l’area è necessaria per garantire l’accessibilità e lo svuotamento della futura vasca di contenimento. “Per questo motivo, la Giunta – ha spiegato Riccardi – ha approvato uno stanziamento di 660mila euro per consentire ai proprietari di trovare una soluzione abitativa alternativa, con contributi fino a 200mila euro per l’acquisto o la costruzione di una nuova abitazione, oltre a 15mila euro per i mobili e al rimborso dei premi assicurativi versati per calamità naturali negli ultimi cinque anni”.
Il contributo, che non ha natura risarcitoria ma è finalizzato a garantire una soluzione abitativa alternativa, è concesso ai proprietari o comproprietari degli immobili distrutti. “Mettiamo in campo risorse a beneficio di chi ha perso la propria abitazione per comprarne una nuova, con l’obiettivo di dare loro la possibilità di ricominciare una vita normale” ha precisato Riccardi.
Le domande di contributo dovranno essere presentate al Comune di Cormons entro 6 mesi dalla pubblicazione del relativo decreto sul sito istituzionale della Protezione civile Fvg (www.protezionecivile.fvg.it/it), mentre la copertura finanziaria è garantita dal Fondo regionale di Protezione civile.
Nel dettaglio, il sostegno regionale copre fino all’80% del valore dell’immobile o delle spese sostenute, entro un limite massimo di 200mila euro, e comprende anche le spese tecniche, gli oneri accessori e un contributo aggiuntivo fino a 15mila euro per la sostituzione dei beni mobili distrutti.
Ristori per imprese e agricoltura
Un ulteriore passaggio è previsto il 3 aprile, quando la Giunta regionale approverà la modulistica per consentire alle attività produttive e al comparto agricolo di richiedere i ristori per i danni subiti. “Allo stato attuale un danno per fermo aziendale non è previsto. Cercheremo, nel perimetro della sostenibilità giuridica, gli strumenti che ci consentiranno di provvedere con fondi regionali” ha affermato Riccardi.
Nel corso dell’incontro è stata ribadita la rapidità senza precedenti con cui è stata gestita l’emergenza, con l’ottenimento in tempi brevi della dichiarazione di emergenza nazionale e l’attivazione immediata dei primi ristori.
Obbiettivo superare l’emergenza entro il 31 maggio.
Per quanto riguarda la zona rossa, l‘obiettivo del superamento dell’emergenza resta confermato per il 31 maggio. “Vogliamo essere prudenti, la zona rossa è la più delicata e quindi proseguiremo a lavorare con gli obiettivi che restano confermati. Come resta confermato l’approccio di fondo: faremo il possibile – ha garantito Riccardi – per realizzare interventi con il minore impatto possibile, nel rispetto di valori ambientali molto importanti che noi intendiamo preservare. Mi auguro che già nel corso dei prossimi giorni si possa trovare un’intesa tra le soluzioni progettuali elaborate dalla Protezione civile per garantire la sicurezza e quelle a tutela dei beni prospettate dai tecnici di fiducia di una in particolare delle aziende colpite”.
Nell’occasione il direttore della Protezione civile, Amedeo Aristei, ha fornito un aggiornamento dello stato dei lavori, rendendo noto che si è conclusa la rimozione di 10mila metri cubi di terra e 900 metri cubi di macerie, equivalenti a circa 1.100 carichi di camion.
Il sindaco Felcaro ha assicurato che il Comune procederà celermente con il ripristino di tutti gli allacciamenti e la pulizia dell’area per agevolare il rientro dei residenti, dando conto dell’avanzamento degli altri interventi sul territorio.
