Da Vienna a Tarvisio, 500 euro per un passaggio: arrestato passeur

L’arresto all’uscita autostradale di Tarvisio.

Durante un posto di blocco presso l’uscita autostradale di Tarvisio nord in A23, gli agenti della polizia di Stato con il personale di Frontiera di Tarvisio operante, la sera del 13 febbraio, ha notato un’autovettura di colore grigio scuro proveniente dall’Austria. L’autista della macchina alla vista degli operatori si fermava al buio circa 100 metri prima degli stessi e faceva scendere repentinamente alcune persone dal veicolo. Il personale di polizia, nonostante la mancanza di visibilità dovuta alle ore notturne si accorgeva dei momenti sospetti intuendo che fossero posti in essere fatti illeciti.

L’autista del mezzo dopo aver fatto scendere alcune persone riprendeva la marcia e veniva quindi immediatamente fermato dal personale di polizia. Alla guida dell’autovettura vi era un cittadino pakistano regolarmente soggiornante in Austria, il quale appariva da subito agitato e non riusciva a dare spiegazioni in merito alla precedente fermata improvvisa del mezzo. Visto l’atteggiamento sospetto il predetto veniva accompagnato presso gli Uffici del Settore per procedere a più approfonditi accertamenti e veniva data la nota alle pattuglie sul territorio al fine di rintracciare eventuali persone sospette nei pressi dell’uscita autostradale di Tarvisio Nord.

Subito dopo, presso la Stazione ferroviaria di Tarvisio Boscoverde venivano rintracciati da personale della polizia di Stato appartenente al Reparto Mobile di Padova, aggregato presso il Settore, nell’ambito del dispositivo di contrasto all’immigrazione clandestina, tre cittadini stranieri privi di qualsiasi documento valido per l’ingresso ed il soggiorno nel territorio dello Stato, asseritamente indiani. Gli stessi confermavano di essere stati trasportati dal cittadino pakistano precedentemente fermato da Vienna al prezzo di 500 euro per ciascuno. Al cittadino pakistano, che veniva tratto in arresto ed associato al carcere di Udine, per avere favorito l’ingresso nel territorio italiano di cittadini stranieri irregolari, venivano sequestrati i soldi in suo possesso, il telefono cellulare e la sua autovettura. Tutto veniva posto a disposizioni dell’autorità giudiziaria procedente per il prosieguo delle indagini che sono tuttora in corso. I tre cittadini indiani irregolari venivano affidati presso la Caserma Cavarzerani di Udine per il previsto periodo di isolamento in aderenza alle disposizioni per la prevenzione Covid-19

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