Friuli, il decalogo del Cai per tornare a frequentare i rifugi di montagna

Il decalogo del Cai per tornare nei rifugi.

Con la fine del lockdown, gli appassionati possono tornare a frequentare la montagna. E anche una gita in un rifugio può ridare quel senso di normalità perduto a causa del coronavirus. Ed ecco che il Club alpino italiano ha elaborato un decalogo per una corretta frequentazione delle strutture.

Il Cai suggerisce anzitutto “Prenota il pernottamento in rifugio, quest’anno è obbligatorio”. Altri inviti sono ad assicurarsi di essere in buona salute prima di iniziare l’escursione, di attendere all’esterno del rifugio le indicazioni del gestore e consumare, meteo permettendo, bevande, caffè, torte e pasti veloci all’esterno del rifugio.

Il Club Alpino Italiano invita poi a lasciare lo zaino e l’attrezzatura tecnica dove predisposto dal gestore. Inoltre, dice ai fruitori di assicurarsi di avere con sé mascherina, guanti e igienizzante a base alcolica: “utilizzali – è il suggerimento – quando entri nel rifugio e comunque sempre quando non puoi rispettare la distanza di sicurezza”. Il Cai spiega, inoltre, di portare con sé il proprio sacco lenzuolo o il sacco a pelo per pernottare al rifugio, di lavarsi spesso le mani e di utilizzare gli asciugamani personali. “Ricorda – si legge poi nel decalogo – che il gestore può sottoporti al controllo della temperatura e che, se superiore a 37,5°c, può vietarti l’ingresso al rifugio!”. Infine, la giusta attenzione per l’ambiente, riportando i dispositivi individuali di protezione usati e i rifiuti a valle.

Suggerimenti che i tanti appassionati di montagna in Friuli non vedono l’ora di mettere in pratica.

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