Il presidente Mattarella a Udine. Visita al Bearzi e il ricordo di Lorenzo Parelli

La visita del presidente Mattarella al Bearzi di Udine.

Un discorso toccante quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi all’istituto Bearzi di Udine rendere omaggio a Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni morto lo scorso gennaio nella fase finale del suo stage. Durante la visita il Capo dello Stato ha incontrato anche i genitori e la sorella di Lorenzo.

Al termine, ha avuto luogo l’incontro con gli studenti, i docenti e le autorità nella palestra della scuola nel corso del quale hanno preso la parola il sindaco di Udine Pietro Fontanini, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il direttore del Bearzi, don Lorenzo Teston, il coordinatore del Centro di formazione professionale, Giulio Armano e Matteo Lorenzon, compagno di classe di Lorenzo.

Il giovane è morto durante il suo ultimo giorno di stage e frequentava appunto il Centro formazione professione dell’Istituto salesiano Bearzi. Lorenzo fu colpito alla testa da una barra d’acciaio che non gli lasciò scampo e per l’incidente sono due le persone iscritte nel registro degli indagati.

“La scomparsa di Lorenzo Parelli è un’assenza incolmabile che impone l’obbligo di riportare ogni singolo studente al centro dell’attenzione delle istituzioni in ogni istante della sua crescita e di accompagnarne con responsabilità il cammino di formazione, ovunque esso si svolga”, ha commentato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga..

Dopo aver rinnovato il cordoglio alla famiglia e agli amici di Lorenzo, il governatore ha ringraziato il Capo dello Stato per una visita che travalica l’ordinario e che trasmette profonda dignità e umanità sociale, per ricordare poi che in tutti i percorsi attivati – dal lavoro alla formazione passando per i servizi sociali e sanitari – il faro che guida l’Amministrazione regionale è la persona, vero e unico valore.

“Sono ancora troppi gli incidenti e le morti sul lavoro nel nostro Paese e rappresentano una ferita aperta – ha proseguito Fedriga – a fronte di un impegno normativo incessante svolto dal Parlamento in questi anni e di una sensibilizzazione capillare e crescente tra le associazioni di categoria, le imprese e i sindacati. Solo la competenza e la consapevolezza del contesto di lavoro e di studio in cui si opera – questo il convincimento espresso al Bearzi – può contribuire a costruire lo scudo che si definisce sicurezza sul lavoro”.

Il governatore ha ripercorso quindi le azioni svolte dalla Regione per facilitare l’accesso al mercato del lavoro di giovani, donne e disoccupati favorendo l’acquisizione parallela di competenze e esperienze. Tra queste l’impegno all’equo riconoscimento delle donne nel mercato del lavoro, il potenziamento dei servizi per l’impiego, l’inclusione lavorativa della popolazione anziana e le politiche per la sicurezza sul lavoro, lo sviluppo di percorsi formativi indotti dalla digitalizzazione e dell’alta formazione, l’accrescimento delle competenze sulle nuove tecnologie e sulla transizione ecologica e il consolidamento dell”inclusione sociale delle persone disabili.

“In questo percorso – ha concluso il governatore – la Regione è pronta a raccogliere ogni indicazione utile a garantire ai ragazzi il diritto ad apprendere in sicurezza“.

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