In tanti in centro a Udine per la prima cena della zona gialla

La prima cena in centro a Udine.

Aperitivo, pizza e birra. E così che Udine è tornata a vivere nel primo giorno di zona gialla. Ed è così che tantissimi giovani hanno deciso di festeggiare la riapertura di bar e ristoranti e la riconquista di quel po’ di socialità, che si era forse andata dissipando negli ultimi mesi. Tavolini quasi tutti pieni per molti locali, rigorosamente allestiti all’esterno. “Non potevamo mancare”, dice Martina di Giusto, seduta con gli amici Andrea Turco e Alessia Bravi alla pizzeria Campana d’oro di piazza Primo maggio.

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“Abbiamo atteso molto questo momento. Io mi sono concessa anche un pranzetto fuori nella pausa pranzo da lavoro”, aggiunge mentre dà un morso alla Margherita. Al Metropolis Bistrot di via Mercatovecchio è seduta una coppia di ragazzi del Cividalese, che aspetta l’antipasto. Preoccupati di non tornare a casa in tempo per il coprifuoco? “I tempi sono un po’ stretti, ma non volevamo rinunciare all’occasione – risponde Gianmarco Giaiotto, seduto con la fidanzata Sofia De Sabbata -. Certo, andare a cena deve essere un piacere e non ci puoi andare con il timer. Però, per il momento, si sa, dobbiamo accontentarci”.

Piazza San Giacomo è tornata con oggi ad essere il salotto dell’aperitivo cittadino. In tantissimi erano seduti fin dalle prime ore del pomeriggio a sorseggiare spritz e birrette. Al Mezza Libbra ci sono Elvira e Tiziana, una coppia di amiche. “Questa sera respiriamo aria di libertà – dicono mentre addentano un panino -. Siamo d’accordo con le parole del nostro presidente della Regione Fedriga: stare chiusi in casa non fa diminuire i contagi. Basta seguire le regole”.

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Nell’altro lato della piazza, nella pizzeria Assaje, ci sono Veronica ed Emilia, che tagliano la pizza. “Abbiamo iniziato con l’aperitivo questo pomeriggio e la cena era d’obbligo – si sfogano -. Dopo tanti mesi è la cosa più normale. Rispettiamo le regole e andrà tutto bene”. Al Vapore di vicolo Sillio ci sono ancora tanti tavoli di giovani occupati. “Siamo universitari – rispondono Martina Tomea, Irene Castagnotta e Alberto Balancin -. Tutti hanno parlato dei disagi dei ragazzi del liceo in questi mesi, ma anche per quelli della nostra età è stata dura. Ci si deprime a stare a casa Per questo siamo qui questa sera: per riprenderci la nostra vita“.

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