Dal supermercato di Udine al biglietto per Tarvisio: gli spostamenti in Friuli del killer del capotreno

Una fuga progettata con anticipo, lungo l’asse del Nord-Est e con l’obiettivo di varcare il confine austriaco. È questo uno degli elementi che emerge dalle indagini sull’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, accoltellato a morte la sera del 5 gennaio a Bologna. Per il delitto è stato arrestato Marin Jelenic, 36enne di origine croata, il cui passato recente – come già ricostruito – presenta una serie di episodi di allarme.

Gli investigatori hanno accertato che Jelenic aveva acquistato un biglietto ferroviario per la mattina successiva con partenza da Tarvisio e destinazione Villach. Un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un tentativo di espatrio immediato dopo il delitto. Non si sarebbe trattato, però, di un percorso improvvisato: l’uomo era già passato sotto la lente delle forze dell’ordine nei giorni precedenti.

Dai controlli emerge infatti che Jelenic era stato fermato il 30 dicembre al valico di frontiera di Trieste, mentre un altro controllo risale al 10 novembre proprio a Tarvisio. Spostamenti frequenti, quelli lungo le direttrici di confine, che oggi assumono un peso diverso alla luce dell’omicidio.

L’episodio nel supermercato di Udine.

Ma l’uomo era noto anche a Udine, dove nell’ottobre scorso si era reso protagonista di un grave episodio di violenza all’interno del supermercato Conad di via Vittorio Veneto, nel pieno centro cittadino. Un fatto che era già stato ricostruito all’epoca e che oggi torna d’attualità alla luce dell’omicidio di Bologna.

Secondo quanto emerso allora, il 36enne aveva tentato di rubare alcune birre, nascondendole nello zaino. Scoperto da un dipendente e invitato a pagare, aveva rifiutato, dando avvio a una escalation di comportamenti aggressivi e provocatori. L’uomo aveva iniziato a mangiare prodotti sugli scaffali, gettando i rifiuti a terra, e a prendersela con gli espositori, attirando l’attenzione e la paura dei clienti presenti nel punto vendita.

La situazione era ulteriormente degenerata con il lancio di lattine di birra, pugni e calci alle strutture interne del supermercato. All’arrivo dei carabinieri, intervenuti per riportare la calma, l’uomo era stato bloccato e ammanettato; prima di essere condotto all’esterno, avrebbe anche sputato contro un dipendente. Un episodio che, riletto oggi, appare come un ulteriore segnale di una violenza già emersa mesi prima.