Traffico illegale di rifiuti, azienda del Friuli nel mirino: 18 gli indagati

L’inchiesta sul traffico illegale di rifiuti tra Veneto e Friuli.

Al centro di tutto, secondo le prime risultanze investigative, ci sarebbe l’azienda Bioman di Maniago. È scattata una maxi inchiesta, curata dai carabinieri del Noe di Udine con il coordinamento della Direzione antimafia di Trieste, sul traffico illegale di rifiuti tra Veneto e Friuli, ma anche in direzione dell’Est Europa.

Tutto, secondo la Procura di Udine, ruoterebbe attorno alla Bioman. Da una parte ci sarebbe il trattamento del compost nello stabilimento di Cossana a Maniago, non regolare: sarebbe finito nei campi prima del decorso del termine di legge di 70 giorni dalla raccolta. Viene contestata, inoltre, la raccolta di ingenti quantitativi di rifiuti urbani smaltiti fuori regione. Le irregolarità sarebbero maturate fra il 2017 e il 2020. Condotte non lecite sarebbero state riscontrate anche nelle tonnellate di immondizie conferite nell’inceneritore della Greenman di Manzano o per il cosiddetto Css (combustibile solido secondario) alla veneta Cementizillo.

Gli indagati, 18 in totale, hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. La parola è passata ora alle difese che possono presentare memorie o chiedere di essere ascoltati per chiarire la propria posizione. Tra gli iscritti nel registro degli indagati c’è anche Lorenzo Cella, 75 anni, amministratore di Ecosinergie scrl  di San Vito al Tagliamento ed ex sindaco di Fiume Veneto.

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