La festa di Santa Maria a Paluzza e la leggenda del cramar

Un cramar, recatosi nella Westfalia per vendere i suoi prodotti, tanto si trovò bene che alla seconda stagione si fermò in quella ospitale regione. Aprì un negozio in una bella cittadina che s’affacciava su un grande lago.

I festeggiamenti a Paluzza.

Ben presto, si sposò con una brava ragazza ed ebbero tre figli. Una sera, appena coricato, si ricordò che l’indomani a Paluzza si rinnovavano i festeggiamenti in onore della parrocchiale di Santa Maria. Gli prese una gran nostalgia tanto che ad alta voce disse: “Ah, se potessi ascoltare le campane di Santa Maria”.

L’incontro con la ragazza.

Il giorno dopo entrò in negozio una giovane mai vista prima che gli chiese se sarebbe stato riconoscente verso chi lo avesse portato subito a Paluzza. Il cramar, tra l’incredulo, lo stupore e la voglia di ritornare al paese natale, disse sicuramente sì. La giovane pretese una mantella di colore rosso.

Appena il cramar consegnò la mantellina, si trovò davanti un asinello. L’uomo saltò veloce sopra l’animale il quale, sollevato in aria, iniziò a volare a gran velocità e, in un men che non si dica, il cramar si trovò vicino alla Torate.

Con gran gioia gridò: “Le campane di Santa Maria! Finalmente sento il suono delle campane di Santa Maria!”. L’asinello scese a brucare l’erba sul prato e lasciò a piedi il cramar, che dovette fare a piedi l’ultimo tratto di strada, fino alla chiesa di Santa Maria.

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