Il Teatro Nuovo diventa una bottega, il video teatrale su Giovanni da Udine

In prima visione sulla web tv del “Nuovo” di Udine il 18 febbraio.

Centonove. Tanti sono i giorni trascorsi da quando il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, come tutti i teatri e i cinema italiani, è stato obbligato a chiudere i battenti per la seconda ondata pandemica. Da quel 26 ottobre 2020 il Covid-19 vieta inesorabilmente l’accesso del pubblico in sala, ma non è riuscito a spegnere del tutto le attività del teatro offrendogli, anzi, la possibilità di trasformare un ostacolo in un’opportunità.

Reinventarsi, riscoprire l’importanza e la professionalità del proprio capitale umano. Con questo obiettivo è nata la Bottega del Giovanni da Udine, fatta di persone e di idee. Riunendo attorno a sé altre “botteghe”, come la compagnia di performers Teatri 35 ed Entract Multimedia, realtà specializzata nella produzione video, il Teatro Nuovo ha così voluto dare forma e sostanza a un video teatrale che è insieme un segnale di vita e un omaggio al pittore, decoratore e architetto cui è dedicato il grande edificio di via Trento 4.

Il cortometraggio “Giovanni da Udine – L’occhio e l’ingegno”, presentato dal presidente della fondazione, Giovanni Nistri, con la partecipazione dell’assessore regionale alla Cultura e allo sport Tiziana Gibelli e dell’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot, sarà offerto al pubblico in prima visione sulla web tv del teatro (www.teatroudine.it) giovedì 18 febbraio alle 20.45.

“La cultura – ha spiegato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli – è un pezzo fondamentale della vita, che ne siamo consapevoli o meno, e la Regione Friuli Venezia Giulia è in prima fila su questo tema. Nel frattempo che la fruizione dal vivo resta preclusa, occorre però continuare con un atteggiamento paziente e tenace: ciò significa che non vogliamo che una volta superata la pandemia il mondo della cultura e i soggetti di produzione ritornino come prima, ma cerchiamo invece – ha rimarcato Gibelli – la loro evoluzione”.

Nei suoi 30 minuti di durata, il video non si pone quale mera riproduzione di uno spettacolo teatrale “tradotto” e adattato al linguaggio video quanto, piuttosto, come un percorso originale che intreccia la performance teatrale Giovanni de Ricamatori, produzione site-specific commissionata dal Nuovo a Teatri 35, all’arte figurativa e alla musica.

“Obiettivo di questo lavoro non è ricostruire con precisione filologica la vita e l’operato di Giovanni da Udine – spiega Nistri – , ma metterne in luce gli aspetti più originali e l’importante eredità che egli lasciò all’arte decorativa del Rinascimento.  Il nostro auspicio è che il progetto, che intende valorizzare Udine e un eminente artista cui il capoluogo friulano ha dato i natali, possa essere apprezzato da un pubblico il più ampio possibile offrendosi nel contempo come appassionante strumento di conoscenza per gli studenti della nostra regione e non solo”.

Il direttore artistico Giuseppe Bevilacqua, con immediato entusiasmo e sostegno, ha messo a disposizione il suo talento di narratore nel registrare la voce fuori campo che illustra i momenti salienti della vita e dell’opera di Giovanni da Udine secondo la celebre biografia di Giorgio Vasari, che di questi fu contemporaneo e amico. In scena, i cinque performer di Teatri 35 hanno ricostruito, attraverso la tecnica dei tableaux vivants, le figure mitologiche delle opere pittoriche, degli stucchi e dei decori realizzati del nostro conterraneo a Roma, dov’era giunto nel 1515 per iniziare la sua esperienza artistica nella bottega di Raffaello. Grazie alle riprese in esterna, un omaggio è reso anche alla sua attività di architetto al servizio della città di Udine.

I tableaux vivants, comunemente detti quadri viventi, ricreano ed evocano, con i corpi degli attori ed elementi di scenografia, quadri o immagini celebri – spiegano gli artisti di Teatri 35 -. In un dialogo poetico che oltrepassa i limiti del tempo e dello spazio tra i performer e l’artista, si raggiunge il punto di unione tra l’immediatezza sensoriale del teatro e la staticità dell’opera pittorica, proponendo agli occhi dello spettatore un’impressione vivissima. Arrivare alla costruzione del quadro, però, non è il fine. Ciò che viene ricercata è una modalità di lavoro in cui il corpo è strumento espressivo alla pari di una stoffa o di un cesto o di un elemento scenografico. Il singolo attore in scena compie azioni inserite in un contesto musicale in cui ogni gesto è in funzione di una meccanica fisica necessaria come una coreografia. La dinamica della costruzione trova il suo equilibrio nella sospensione musicale di uno stop, nel fermo immagine di un’azione in divenire che costringe il corpo a una tensione muscolare viva e pulsante”.

Determinante nella realizzazione del progetto è stata la condivisione e il sostegno dell’assessorato alla Cultura e dei Civici musei e il Museo di storia naturale di Udine, in particolare dei conservatori Vania Gransinigh e Giuseppe Muscio e dei rispettivi collaboratori. Preziosa è stata poi la consulenza di Liliana Cargnelutti, co-curatrice della mostra dedicata all’artista, di prossima realizzazione nel Salone del Parlamento del Castello di Udine.

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