Il romanzo scritto da un friulano diventa una serie Tv nazionale

Il romanzo scritto da Giuliano Pellizzari.

Dopo la seconda ristampa La Scatola del Tè, romanzo giallo ambientato in Friuli-Venezia Giulia, ha attirato l’interesse di diverse case di produzione che lo vogliono trasformare in una serie TV nazionale. Non è la prima volta che la nostra regione diventa protagonista di una storia per il piccolo schermo: dopo la fiction La porta rossa, ambientata per 3 stagioni a Trieste, e l’incursione di Montalbano tra Venzone e Cividale, ora sarà la volta del commissario Corba, a capo delle indagini nel libro.

Non è ancora chiaro se il titolo della serie TV ricalcherà quello del romanzo: più sicuro, invece, che i luoghi de La Scatola del Tè vengano immortalati anche nella fiction, in quanto centrali per lo svolgersi della storia, che si snoda non solo attraverso i classici scorci da cartolina (il monte Lussari e Palmanova), ma anche tra gli angoli più nascosti di un Friuli tutto da (ri)scoprire, come un’osteria con cucina cubana nascosta sulle colline di Nimis, o come la baita con rifugio antiatomico sepolta sotto la neve della foresta di Tarvisio.

Orgoglio tutto made in FVG: la casa editrice de La Scatola del Tè è la Corvino Edizioni di Fagagna e, sulla copertina a cura dell’artista friulano Ennio Malisan, non si può non riconoscere Piazza San Giacomo, teatro tra l’altro dell’omicidio al centro del giallo. Conterraneo anche l’autore Giuliano Pellizzari, classe 1972 e residente a Cervignano del Friuli. Direttore marketing per professione (oltre che scrittore), è riuscito a coniugare l’autorialità con le competenze acquisite in tanti anni sul campo: “Grazie al mio lavoro sono abituato a ricercare il bello in ciò che mi circonda e a metterlo in valore: questo è valido per un prodotto, ma anche per il nostro Friuli”, commenta. 

La Scatola del Tè si apre con un delitto irrisolto: in un’ovattata atmosfera natalizia, un uomo viene trovato morto al centro della pista di pattinaggio su ghiaccio allestita in piazza per le feste. Da qui, cominciano a prendere vita uno dopo l’altro diversi personaggi, che con i propri caratteri animano una “friulanità” dalle molte facce: dal burbero e indolente commissario Corba, a capo delle indagini, all’arguto e sagace linguista che con il proprio fascino intellettuale sembra conquistare sia l’ispettrice di polizia, gran lavoratrice, che la propria migliore amica, una intransigente e quasi comica ambientalista. Il ritmo della narrazione è incalzante e veloce, così come è variegato il ventaglio degli argomenti affrontati: dalla blockchain ai cjarsons, dall’inquinamento alla sociolinguistica. Per scoprire il colpevole, bisognerà arrivare alla fine delle oltre 400 pagine del libro oppure aspettare che la produzione della fiction volga al termine.