L’economia del Fvg si prepara a cambiare nel 2022: “Ecco la ricetta giusta per farci ripartire”

Le prospettive per l’economia del Fvg nel 2022.

Un 2022 di rinascita e nuove speranze. Sono i sentimenti che si respirano in seno alle categorie economiche del Friuli Venezia Giulia le quali, dopo un anno con ancora qualche patema e incertezza, confidano di ripartire al meglio e con maggiore incisività nel nuovo anno.

Gli artigiani: pronti al cambiamento.

L’economia non può prescindere dalla figura dell’artigiano, anche quelle più piccole. L’innovazione parte soprattutto dalla testa dell’imprenditore e dal suo approccio al mercato. Il 2022 sarà di grande cambiamento e noi siamo pronti”. Sfodera la grinta Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato Fvg e Udine, che ricorda come i protocolli adottati nei servizi alla persona siano diventati un modello per le autorità sanitarie nazionali, segno che le capacità e le qualità dal mondo artigiano siano ancora un riferimento. Cosa chiede al nuovo anno? “Auspico – conclude Tilatti – che la burocrazia e la macchina pubblica sappiano accompagnare la ripresa al meglio, senza allungare i tempi, e che si ripristini l’ascensore sociale capace di far grande l’Italia”.

Confcommercio: confidiamo nel turismo.

I ricavi delle imprese si confermano in ripresa – spiega il presidente regionale di Confcommercio Fvg, Giovanni Da Pozzo -, con un dato superiore rispetto a quello medio nazionale. Il dato positivo riguarda pure il comparto turistico: la previsione per i prossimi mesi certifica una netta ripresa”. La preoccupazione delle strutture ricettive montane, vista la diffusione del contagio, riguarda naturalmente possibili, nuove chiusure. Non caso, il 71% si dice d’accordo con l’obbligo di Green Pass per i clienti. “Si tratta di una posizione comune a tutti gli imprenditori del terziario del Fvg – rimarca Da Pozzo -: il Green Pass ha contribuito a mantenere il livello dei ricavi atteso dalle imprese e si sta rivelando la chiave per garantire la continuità delle attività, bilanciando la protezione della salute con la salvaguardia dell’economia. Fondamentale, nel contempo, l’avanzare della campagna vaccinale”.

Coldiretti: puntiamo sul made in Italy.

Per Cesare Magalini, direttore di Coldiretti Fvg, il 2022 può essere “il momento giusto per rinforzare ulteriormente il made in Italy. Durante il lockdown, le persone – evidenzia – hanno riscoperto la prossimità e i prodotti locali. È necessario adottare un’ottica di rete che, non soltanto per l’anno appena cominciato, dia prospettive ad ampio respiro. Mettere assieme le eccellenze è una ricetta vincente, dobbiamo finalmente farlo”. Per Magalini, un settore capace di buoni passi avanti nei prossimi 12 mesi è quello “legato al latte”, ma sarà necessario soprattutto un passo avanti dal punto di vista infrastrutturale: “Le aziende agricole – chiude – dovranno investire in opere di immagazinizzazione dell’acqua, gestendo la risorsa al meglio. Questo, in ottica delle nuove opportunità offerte dal Pnrr che, va da sé, saranno fondamentali e strategiche per il 2022”.

Le coop: innovazione, guardando al web.

Per Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg, il nuovo anno “non sarà semplice. Si intravedono già dinamiche inflative, il costo del denaro è aumentato e i mutui comportano un esborso più significativo. L’aumento generalizzato delle materie secondarie, inoltre, aumenterà ancora i costi di produzione”. Ma quali sono le nuove possibilità da cavalcare per le coop? “Perseguire la strada dell’innovazione è una necessità imprescindibile – rimarca il segretario – e ci sono opportunità legate al web. La pandemia ha fatto emergere il potenziale dei collegamenti da remoto, unendo idee e persone, velocizzando anche molti processi decisionali. Il mondo del lavoro è cambiato e non si può ignorarlo”. Che cosa chiede alle cooperative per il 2022? “Grande visione, almeno a 6 mesi, ma possibilmente anche oltre. Altrimenti saranno guai”.

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Autore: Redazione

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