In Friuli Venezia Giulia il lavoro cresce, ma tra prezzi e consumi le famiglie restano sotto pressione

L’occupazione aumenta, ma il potere d’acquisto delle famiglie resta sostanzialmente fermo e i consumi ristagnano. È il quadro che emerge dall’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia sul Friuli Venezia Giulia, relativo al primo semestre del 2026: un’economia che continua a muoversi, ma nella quale i segnali positivi non si traducono in un miglioramento altrettanto evidente per i bilanci domestici.

Più occupati, ma il potere d’acquisto non aumenta

Il dato più positivo riguarda il mercato del lavoro. Nel primo semestre del 2026 l’occupazione in Friuli Venezia Giulia è aumentata del 2,8% su base annua, con un contributo sia del lavoro dipendente sia di quello autonomo. Anche le nuove assunzioni hanno mantenuto un saldo positivo.

Per le famiglie, tuttavia, il quadro è meno favorevole. La crescita dei redditi nominali è stata sostanzialmente compensata dall’aumento dei prezzi, lasciando pressoché invariato il potere d’acquisto. I consumi hanno registrato un incremento contenuto, pari allo 0,9%.

Imprese prudenti sugli investimenti

Sul fronte delle imprese, il valore aggiunto dell’industria manifatturiera è cresciuto dello 0,8%, mentre la produzione industriale ha mostrato un andamento positivo. Le esportazioni regionali hanno invece segnato una flessione del 9,6%, condizionata soprattutto dal forte calo delle vendite del comparto navale. Escludendo la cantieristica, l’export è aumentato del 2,2%.

Le imprese mantengono un atteggiamento prudente sugli investimenti, con programmi per il 2027 orientati alla sostanziale stabilità. Le aspettative sul fatturato restano invece lievemente positive.

“Per quanto riguarda le aspettative delle imprese emerge che gli operatori prevedono un andamento lievemente positivo delle vendite e del fatturato. Non prevale, quindi, una visione pessimistica, ma piuttosto un cauto ottimismo. Per quanto riguarda gli investimenti – ha concluso – le aspettative indicano una sostanziale stabilità”, ha spiegato Massimo Gallo, direttore della sede di Trieste della Banca d’Italia.

Costruzioni e turismo, i settori che sostengono l’economia

Tra i comparti che continuano a mostrare un andamento positivo ci sono le costruzioni, sostenute anche dagli investimenti degli enti locali, aumentati del 13%. A giugno, i pagamenti legati al Pnrr avevano raggiunto il 70% delle risorse assegnate al territorio, una quota superiore alla media nazionale.

Nei servizi si registra una crescita contenuta, con il turismo sostenuto soprattutto dalla componente straniera: nei primi nove mesi dell’anno le presenze di visitatori dall’estero sono aumentate del 4,6%, mentre quelle degli italiani sono diminuite del 4,4%.

Anche il traffico merci nei porti regionali è cresciuto dell’1,8%, con un aumento dei transiti di petrolio greggio verso l’Europa centro-orientale e dei movimenti di container e rotabili.

Credito e prospettive

Le compravendite immobiliari sono aumentate dello 0,6%, mentre i nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni hanno registrato un incremento dell’1,3%, pur in un contesto di rallentamento. Il credito alle imprese medio-grandi è cresciuto moderatamente, mentre per le aziende più piccole la contrazione è proseguita, seppure con un’intensità inferiore rispetto all’anno precedente.

La qualità del credito si mantiene buona. Sul fronte occupazionale, alla riduzione della cassa integrazione ordinaria si è accompagnato un aumento di quella straordinaria, legato a specifiche situazioni di crisi aziendale.