Ritrovati in Slovenia, i resti di 32 soldati tornano in Italia: la cerimonia a Redipuglia

I resti di 32 soldati italiani morti durante la Prima guerra mondiale sono tornati oggi in Italia. Erano stati rinvenuti nel giugno 2022 a Vertojba, in Slovenia, durante un cantiere edile. Dopo la cerimonia che si è svolta questa mattina al Sacrario militare di Redipuglia, le loro spoglie saranno tumulate nel Sacrario di Oslavia.

Vertojba, oggi in territorio sloveno, fu teatro di sanguinose battaglie sul fronte dell’Isonzo. A distanza di oltre un secolo, i resti dei militari sono stati recuperati e riportati in Italia. Le 32 urne sono state posizionate davanti alla tomba del Duca d’Aosta durante la cerimonia a Redipuglia, alla presenza di autorità civili, militari e religiose.

Il ritorno in Italia

Oggi l’Italia riabbraccia trentadue dei suoi figli Caduti in terra slovena e rimasti ignoti. Dietro ciascuno di loro c’è una vita, una famiglia e una storia che la guerra ha interrotto. Il loro ritorno in Patria rappresenta il compimento di un dovere che il tempo non ha cancellato: quello di cercare i nostri Caduti, recuperarne i resti e custodirne la memoria. Oggi Redipuglia li accoglie nuovamente e l’Italia intera si stringe attorno a loro come una grande famiglia”, ha dichiarato il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, Capo dell’UTCMD.

“Seppure le identità di questi caduti rimarranno ignote, il loro ritorno in Patria e la loro sepoltura rappresenta un atto di grande valore e di eterno omaggio alla memoria nazionale. Un traguardo reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra le istituzioni militari nazionali e quelle slovene, impegnate a ricostruire insieme la complessa vicenda storica di questi uomini”, ha dichiarato l’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari.

Le loro spoglie saranno tumulate a Oslavia, dove potranno riposare accanto a quelle dei militari già sepolti nel Sacrario. “Le loro spoglie potranno finalmente riposare accanto a quelle dei vecchi compagni d’armi – ha aggiunto Callari – in un luogo di immenso valore sacro, che non solo custodisce le vite spezzate dei caduti, ma rappresenta anche il monumento vivente alla memoria e all’identità dell’intero Paese”.

La cerimonia a Redipuglia

La commemorazione si è conclusa con la Santa Messa officiata dall’arcivescovo Gian Franco Saba in onore dei 32 militari. Tra le autorità presenti anche l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, la medaglia d’oro al valore militare Paola Del Din e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Rauti ha sottolineato il significato del rientro in Italia dei resti dei militari. “Salutare il ritorno dei resti mortali dei militari italiani deceduti durante la 1^ Guerra Mondiale, sul Fronte dell’Isonzo, non è soltanto un gesto doveroso ma un impegno morale: è onorare chi ha combattuto sino all’estremo sacrificio in nome della Patria; chi ha versato il suo sangue per difendere un’idea ed un ideale”, ha dichiarato il Sottosegretario.

“I militari che oggi hanno scortato le 32 urne nel Sacrario, così come tutti quelli presenti, rendono visibile il filo che unisce i nostri Caduti di tutte le Guerre e gli Uomini e le Donne in uniforme il cui compito è costruire, mantenere e difendere – in Patria e all’estero – la sicurezza del nostro Paese ed i valori di libertà e pace. Ieri come oggi, oggi come ieri, la Difesa è al servizio dell’Italia e delle sue Istituzioni”, ha proseguito Rauti.

Custodire la memoria, riportare un Caduto in Patria, restituire un nome a chi è ignoto, riconsegnare le spoglie alla famiglia significa trasformare il ricordo in un dovere concreto. Il nostro dovere”, ha concluso il Sottosegretario.