Dopo settimane di caldo, siccità e incendi, le associazioni animaliste e ambientaliste del Friuli Venezia Giulia lanciano un appello alla Regione: fermare la caccia nelle aree montane colpite dai roghi e valutare una moratoria per l’intero territorio montano.
Nel mirino ci sono soprattutto la Carnia e il Monte Amariana, dove gli incendi delle ultime settimane hanno distrutto centinaia di ettari di bosco. Secondo le associazioni, l’emergenza ambientale ha lasciato la fauna selvatica in una condizione di particolare vulnerabilità, proprio mentre si avvicina la stagione venatoria.
L’appello alla Regione
La lettera aperta è stata indirizzata al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali Stefano Zannier e al presidente della IV Commissione consiliare permanente.
Le associazioni chiedono innanzitutto di garantire il rispetto del divieto di caccia previsto nelle aree boschive percorse dal fuoco. A questo si aggiunge la richiesta di rinviare, in via cautelativa, l’apertura della caccia nelle zone montane maggiormente interessate dagli incendi.
La proposta è motivata dalle condizioni in cui si troverebbero gli animali sopravvissuti ai roghi. Caldo estremo, siccità e perdita di habitat avrebbero infatti modificato profondamente l’equilibrio di queste aree.
Fauna concentrata nelle poche aree rimaste integre
Secondo le associazioni, gli animali scampati agli incendi sarebbero debilitati e disorientati. La distruzione del bosco li avrebbe inoltre costretti a concentrarsi nelle poche zone rimaste integre, aumentando la pressione sugli habitat ancora disponibili.
È proprio questo uno degli aspetti che, secondo le organizzazioni, dovrebbe essere considerato prima dell’avvio della stagione venatoria. In un territorio già sottoposto a una forte pressione ambientale, la caccia potrebbe aggiungere un ulteriore elemento di difficoltà per una fauna che deve ancora recuperare.
Chiesto un parere urgente all’ISPRA
Le associazioni chiedono quindi che prima di assumere decisioni sulla stagione venatoria venga acquisito un parere tecnico-scientifico urgente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). L’obiettivo è verificare la consistenza della fauna selvatica, il suo stato di salute e la capacità di ripresa degli ecosistemi dopo gli incendi e la siccità.
Sulla base di questa valutazione, le organizzazioni chiedono alla Regione di considerare una moratoria sulla caccia nelle aree montane del Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione ai territori direttamente colpiti dai roghi delle ultime settimane.
La richiesta è di lasciare alla fauna selvatica il tempo necessario per recuperare dopo un’estate segnata da temperature elevate, scarsità d’acqua e incendi, evitando che le aree ancora integre diventino il punto di concentrazione degli animali sopravvissuti ai roghi.

