Più strumenti contro il caporalato, contrasto al lavoro nero e maggiore tutela per chi lavora nel settore agricolo. Il Friuli Venezia Giulia rafforza il proprio impegno contro lo sfruttamento nei campi con la nascita delle sezioni territoriali provinciali della Rete del lavoro agricolo di qualità, un progetto che mette insieme istituzioni, aziende e organizzazioni sindacali.
Il primo protocollo è stato firmato a Trieste per istituire la sezione territoriale provinciale, ma il percorso riguarderà l’intero territorio regionale: nelle prossime settimane l’accordo sarà siglato anche nelle altre province del FVG.
L’obiettivo è creare un sistema capace di prevenire i fenomeni di sfruttamento, promuovere la legalità e accompagnare imprese e lavoratori attraverso percorsi legati a sicurezza, formazione e regolarità occupazionale.
Una rete contro lo sfruttamento nel lavoro agricolo
“Il protocollo istituisce le sezioni provinciali della Rete del lavoro agricolo di qualità. Un progetto coordinato dalla Prefettura di Trieste che punta a combattere i casi di caporalato e di attività in nero, individuando percorsi legati a sicurezza, formazione e accompagnamento per migliorare il lavoro delle persone in questo settore”, ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen.
Secondo l’assessore, l’accordo rappresenta un modo per completare le misure già attive contro lo sfruttamento lavorativo e rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.
“Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dalle istituzioni che hanno sottoscritto l’accordo insieme alle parti datoriali e quelle sindacali e rappresenta la messa a sistema di tutte le misure attualmente in essere per contrastare i fenomeni di sfruttamento in ambito occupazionale”, ha aggiunto Rosolen.
Il patto tra Regione, aziende e sindacati
La nuova rete si basa su tre pilastri: istituzioni, datori di lavoro e sindacati. A sottoscrivere il documento sono stati Regione Friuli Venezia Giulia, Prefettura di Trieste, Inps, Inail, Ispettorato territoriale del lavoro, Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori (Cia), Confederazione produttori agricoli (Copagri), Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.
Le attività saranno supervisionate dalla cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità istituita presso la Direzione generale dell’Inps.
Tra gli obiettivi del protocollo ci sono la promozione della legalità, il sostegno alle aziende agricole che rispettano criteri etici e organizzativi, il miglioramento dei servizi logistici e dei trasporti e il monitoraggio dell’efficacia delle misure adottate.
Più attenzione alla sicurezza e alla qualità del lavoro
“È importante promuovere un tessuto di aziende agricole fondato su presupposti etici e organizzativi che, garantendo la qualità dei processi e dei prodotti, valorizzino appieno il proprio potenziale economico e promuovano la crescita e il benessere dei territori in cui operano”, ha sottolineato Rosolen.
Il progetto punta anche sulla prevenzione e si inserisce nel quadro delle iniziative già avviate dalla Regione, tra cui il Programma Integra, dedicato all’inclusione sociale e occupazionale delle persone svantaggiate, e le attività per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Questo progetto, che ha un valore strategico e mette l’accento sulla prevenzione, rafforza il rapporto tra le istituzioni completando le misure già messe in campo dalla Regione”, ha ricordato l’assessore.
Nei prossimi mesi la rete sarà estesa alle altre sezioni territoriali del Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento anche degli assessori regionali alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier e alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.

