Il documentario “Fora pal mont – I passi rimasti”, diretto dai pordenonesi Lorena Trevisan e Michele Pastrello, ha ottenuto la Menzione d’onore della giuria del Premio Vittorio De Seta. Il riconoscimento è stato consegnato sabato 1° agosto a Soverato, durante la cerimonia ospitata sul palco del Magna Graecia Film Festival.
Il premio è stato assegnato nell’ambito della venticinquesima edizione del Clorofilla Film Festival, la rassegna cinematografica promossa da Legambiente. Quella attribuita all’opera dei due registi pordenonesi è stata una delle tre menzioni assegnate dalla giuria.
La storia delle sedonere della Valcellina
Intitolato a uno dei grandi maestri del documentario italiano, il Premio Vittorio De Seta valorizza opere capaci di raccontare storie, luoghi e patrimoni materiali e immateriali rimasti ai margini della memoria collettiva.
La giuria, presieduta da Franco Blandi, ha riconosciuto in “Fora pal mont” la capacità di riportare alla luce, con “rigore documentario e sensibilità antropologica”, la storia delle sedonere della Valcellina, conosciute in altre zone anche come furlane.
Si trattava di donne che, nella prima metà del Novecento, lasciavano i paesi delle Dolomiti friulane per raggiungere pianure e città, spesso mai viste prima. Spingendo i loro carretti “fora pal mont”, vendevano mestoli, posate e altri utensili di legno, affrontando lunghi viaggi per contribuire al sostentamento delle famiglie.
Un viaggio diventato simbolo di emancipazione
Secondo la motivazione del premio, il documentario restituisce voce a un viaggio silenzioso ma radicale, nel quale il bisogno economico si trasformò anche in un’esperienza di emancipazione. Le sedonere, infatti, non portavano a valle soltanto merci, ma anche “uno sguardo nuovo sul mondo”, contribuendo ad aprire la strada verso una maggiore considerazione e dignità sociale delle donne.
Il film raccoglie le testimonianze di sei donne anziane, nate tra il 1926 e il 1935, che da bambine o giovanissime furono tra le ultime sedonere di Claut, Cimolais ed Erto. Attraverso le loro voci, le immagini della Valcellina e un vasto patrimonio fotografico, Trevisan e Pastrello ricostruiscono una forma di emigrazione stagionale femminile rimasta a lungo ai margini della storia ufficiale.
La motivazione della giuria
“Come Vittorio De Seta seppe raccontare, negli anni ’50, la fatica e la dignità dei ceti popolari con uno sguardo capace di cogliere l’epica nel quotidiano, ne ‘I passi rimasti’, Lorena Trevisan e Michele Pastrello riportano alla luce una storia rimasta troppo a lungo nell’ombra: quella delle sedonere della Valcellina, donne che sfidarono l’isolamento e la povertà spingendo i loro carretti ‘fora pal mont’, verso una pianura e città mai viste prima.
Il film restituisce voce e memoria a un viaggio silenzioso ma radicale, in cui il bisogno si trasforma in atto di emancipazione: le sedonere, con i loro carretti, non portavano a valle soltanto merci, ma anche uno sguardo nuovo sul mondo, aprendo, passo dopo passo, la strada a una maggiore considerazione e dignità sociale delle donne.
Con rigore documentario e sensibilità antropologica, Trevisan e Pastrello raccontano la forza e la caparbietà di chi ha attraversato le montagne per cambiare, insieme al proprio destino, anche quello di chi sarebbe venuto dopo”.
“Fora pal mont – I passi rimasti” è attualmente in circuito nei festival cinematografici italiani. La colonna sonora comprende anche la canzone originale “Feméne”, scritta e interpretata dal cantautore friulano Franco Giordani.
