Il caso Nina: la cagnolina restituita ai proprietari accusati di maltrattamenti

Nel 2024, a Gorizia tre cani erano stati sequestrati ai proprietari per maltrattamenti.

La storia di Nina commuove e indigna la comunità di Gorizia e non solo: la cagnolina, trovata denutrita e legata a catena, era stata sequestrata nel dicembre 2024 ad una famiglia del capoluogo, insieme ad altri due cani, per presunti maltrattamenti. Uno degli animali non ce l’ha fatta, ma Nina è sopravvissuta ed era anche stata affidata ad una nuova famiglia, ritrovando amore e serenità.

Poi, a luglio dell’anno scorso, la decisione del giudice di restituirla ai precedenti proprietari: Nina è finita in canile, in attesa del tribunale del Riesame, e ieri l’associazione di volontariato La Cuccia odv di Staranzano, che si occupa di animali, ha annunciato che la cagnolina è stata prelevata dalla struttura per essere riportata alla famiglia originaria.

Il deputato di Fdi, Walter Rizzetto, già intervenuto con un’interrogazione parlamentare lo scorso ottobre, ha annunciato una nuova iniziativa: “Apprendo con forte stupore la recente decisione da parte delle autorità giudiziarie di riaffidare la cagnolina Nina a chi è accusato di maltrattamenti contro gli animali. Una vicenda dai contorni ancora poco chiari. Per questo presenterò una nuova interrogazione al Ministro Nordio, dopo quella già depositata lo scorso ottobre”.

“È necessario chiarire – spiega il deputato – perché Nina sia stata riconsegnata a persone la cui proprietà non risulta nemmeno accertata, considerando che al momento del ritrovamento la cagnolina era priva di libretto sanitario e di microchip. Nina ha diritto a essere protetta e messa al sicuro. La tutela degli animali deve essere garantita”.