Regione Friuli Venezia Giulia e sindacati fanno fronte comune nella gestione della crisi Electrolux e nella difesa del sito produttivo di Porcia e all’occupazione. È quanto emerso oggi dall’incontro svoltosi a Pordenone tra le parti, in vista del tavolo già fissato per il 15 giugno a Roma.
Vertice a Pordenone e linea condivisa
Al termine del confronto, il governatore Massimiliano Fedriga ha ribadito la posizione unitaria delle istituzioni e delle rappresentanze dei lavoratori, che continuano a muoversi in maniera compatta sulla vertenza.
“Abbiamo condiviso fin dall’inizio una posizione chiara – ha affermato Fedriga –. Quello presentato in prima battuta non poteva essere considerato un piano industriale, ma piuttosto un piano di dismissione. Per questo tutte le istituzioni, le rappresentanze dei lavoratori e le parti coinvolte hanno saputo fare fronte comune, mettendo al centro la tutela dell’occupazione e del patrimonio industriale rappresentato dagli stabilimenti del Friuli Venezia Giulia”.
Il nodo degli stabilimenti e il caso Porcia
Al centro della discussione resta il futuro del sito di Porcia, considerato strategico per il gruppo e per l’intero sistema produttivo regionale. “Dobbiamo tutelare l’occupazione e la produzione, guardando anche all’indotto e alla filiera, evitando un ulteriore indebolimento dell’industria italiana e comunitaria – ha aggiunto Fedriga –. Non possiamo accettare che l’Europa diventi un continente di consumatori mentre le produzioni vengono spostate altrove”.
Verso il 15 giugno a Roma
Il prossimo appuntamento decisivo sarà il tavolo del 15 giugno a Roma, dove il territorio si presenterà in maniera unitaria. “Non sarà rappresentata una singola amministrazione o organizzazione – ha concluso Fedriga – ma un intero territorio che ha già dimostrato compattezza nel respingere una proposta iniziale irricevibile”.
Il futuro del piano industriale e il ruolo di Regione e Governo
Fedriga ha quindi espresso l’auspicio che il confronto avviato nelle ultime settimane, anche con il supporto del Governo nazionale, possa portare l’azienda a rivedere il proprio approccio. “Ci aspettiamo che Electrolux abbia compreso la necessità di partire da un piano industriale degno di questo nome – ha dichiarato – che deve fondarsi sulla valorizzazione dei siti produttivi, delle loro specificità e delle produzioni che li caratterizzano, riconoscendo quegli elementi che rendono gli stabilimenti strategici e competitivi all’interno del gruppo. Nel caso di Porcia questo significa anche salvaguardare attività di ricerca e sviluppo che rappresentano un patrimonio per l’intero Paese”.
Il governatore ha ricordato inoltre che Regione e Governo hanno già messo in campo strumenti per sostenere investimenti e innovazione, ribadendo la disponibilità a utilizzare tutte le leve disponibili per la tutela del lavoro.
“Siamo pronti a fare la nostra parte con tutti gli strumenti di competenza – ha aggiunto Fedriga –. A livello nazionale esistono inoltre misure che consentono di accompagnare e governare situazioni di crisi industriale, evitando che decisioni unilaterali producano effetti immediati e irreversibili sui lavoratori e sul territorio. Se necessario, dovrà essere valutata anche l’opportunità di ulteriori interventi normativi”.
Il nodo europeo e il richiamo al Green Deal
Il presidente della Regione ha poi allargato il quadro al contesto europeo, sottolineando la necessità di coinvolgere l’Unione europea sulla vicenda Electrolux. “Va portato all’attenzione il tema del Green Deal – ha affermato – che non ha messo in crisi solo il settore del “bianco”, ma che sta avendo forti ripercussioni anche in altri ambiti come l’automotive”.
Appello all’unità del territorio
Fedriga ha infine rivolto un appello alla coesione tra istituzioni, sindacati e mondo produttivo. “Il messaggio più importante è che istituzioni, organizzazioni sindacali, lavoratori e rappresentanze economiche mantengano un fronte compatto“.
“L’esperienza di Wärtsilä ha dimostrato che quando un territorio si muove in maniera coesa i risultati arrivano. Dividerci significherebbe soltanto indebolire la nostra posizione. La Regione continuerà a lavorare con serietà ai tavoli istituzionali – ha concluso -, per costruire soluzioni concrete a tutela del lavoro e del futuro industriale del Friuli Venezia Giulia. Le parole d’ordine devono essere quindi compattezza, determinazione, serietà e sobrietà”.
