Un’operazione di riuso del patrimonio pubblico prende forma in Friuli Venezia Giulia: immobili e infrastrutture statali dismessi, tra ex caserme, fortificazioni e strade militari, vengono trasferiti a otto Comuni con l’obiettivo di trasformarli in spazi per nuovi progetti locali, dalla mobilità dolce alla valorizzazione turistica fino alle funzioni sociali e di protezione civile.
Il passaggio formale dei beni è stato siglato a Udine, con la sottoscrizione dei verbali di consegna dei beni, alla presenza dei sindaci interessati, dei funzionari regionali e dei rappresentanti dell’Agenzia del demanio.
Callari: “Un lavoro che permette di restituire aree ai territori”
A margine dell’incontro, l’assessore regionale al Patrimonio e demanio Sebastiano Callari ha sottolineato il valore del percorso istituzionale che ha portato all’operazione. “La stabilità dell’interlocuzione con il Governo e il lavoro della Commissione paritetica ci hanno consentito di portare a casa risultati importanti. Ora dobbiamo utilizzare questa fase per restituire ai territori aree che hanno perso la loro funzione originaria e che i Comuni chiedono per progetti di interesse pubblico”, ha dichiarato Callari.
I beni coinvolti e i territori interessati
Il trasferimento riguarda otto Comuni: Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Fagagna, Tarvisio, Bordano, Cavazzo Carnico, Verzegnis e Cormons.
Nel dettaglio, i beni oggetto del passaggio includono l’aliquota della caserma D’Incau a Malborghetto-Valbruna, l’ex deposito munizioni di San Leopoldo e l’ex strada militare 133 a Pontebba, oltre all’area del demanio militare a Fagagna. A Tarvisio è compreso l’ex fortino-casermetta difensiva di confine a Camporosso.
Nel territorio di Bordano viene trasferito un tratto della strada Bordano-Cavazzo Carnico-Venzone. A Cavazzo Carnico rientrano diverse infrastrutture, tra cui la ciclabile Cavazzo-Pioverno, l’ex strada militare Sot Clapiz, l’ex strada militare 91, la fortificazione di Cesclans-Cuel di Mena e l’aliquota dell’ex fortificazione permanente di Palude Vuarbis. A Verzegnis sono interessate le ex strade militari 86, 88, 89, 90 e 91, mentre a Cormons viene trasferito l’ex campo sportivo di Brazzano.
Gli obiettivi del trasferimento
L’operazione si inserisce nell’attuazione del decreto legislativo 5 agosto 2025, n. 114, che prevede il trasferimento alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia dei beni immobili appartenenti al demanio pubblico dello Stato, ramo difesa esercito, con la possibilità di un successivo passaggio gratuito ai Comuni che ne fanno richiesta.
Callari ha evidenziato come l’obiettivo sia quello di evitare che queste aree restino inutilizzate. “Lasciare ferme queste aree sarebbe un errore – ha aggiunto –. Il fatto che i Comuni le chiedano è un segnale positivo. Per questo la Direzione ha predisposto anche una norma che consente di finanziare eventuali studi di fattibilità: molti enti locali, dopo aver ricevuto i beni, rischiano di restare bloccati per carenza di risorse o di personale. La Regione vuole accompagnare il riuso concreto di questi patrimoni”.
Le nuove destinazioni e il lavoro amministrativo
Le finalità indicate dai Comuni spaziano dai percorsi ciclabili e naturalistici alla viabilità locale, dalla sicurezza alla valorizzazione storico-turistica, fino alla gestione silvo-pastorale, alle attività sportive e alle funzioni sociali e alle aree di protezione civile.
In alcuni casi, è stata richiamata anche la possibilità di valutare l’utilizzo di aree già infrastrutturate per impianti fotovoltaici, “in situazioni compatibili e con minore impatto sul territorio”, come precisato dall’assessore. “L’obiettivo – ha concluso Callari – è facilitare il risultato: trasformare beni statali ormai privi della funzione originaria in occasioni concrete per i Comuni e per le comunità locali”.
