Quanto è conveniente fare la benzina in Slovenia con le nuove regole

La Slovenia ferma il tetto alla benzina.

Attraversare il confine o non attraversarlo? È il dilemma che si stanno ponendo molti abitanti del Friuli Venezia Giulia in questi giorni, in seguito ai tanti cambiamenti intorno al prezzo della benzina sia in Italia che in Slovenia. Fino a qualche giorno fa era frequente vedere macchine friulane che andavano avanti e dietro sul confine sloveno. Partivano con il serbatoio vuoto e tornavano con il pieno. Questo grazie ai prezzi calmierati per la benzina e il gasolio della vicina Slovenia.

E infatti il massimo a cui i distributori sloveni potevano arrivare era di 1,503 euro al litro per la benzina e di 1,541 euro per il gasolio. Da domenica primo maggio, però, le cose sono cambiate, visto che il costo nel carburante torna ad essere libero: niente più tetto massimo. Il prezzo può essere deciso dai singoli gestori, potrebbe risalire e non essere così conveniente. Considerando, poi, la proroga antiricari decisa dal Friuli Venezia Giulia.

Prezzo carburante, cosa succede in Friuli?

La giunta regionale ha scelto infatti di prorogare almeno fino al prossimo 31 maggio il maxi sconti sui carburanti per i residenti in possesso della tessera per gli acquisti agevolati. Si riducono fino 34 centesimi al litro per la benzina, e 25 per il diesel. A determinare l’oscillazione è la distanza del Comune di residenza dal confine. Un contributo che va ad aggiungersi che vanno ad aggiungersi allo sconto di 30,5 centesimi deciso dallo Stato.

Per di più, la Regione ha scelto di tornare a pressare Draghi per stabilizzare i contributi, alla luce della liberalizzazione slovena. L’assessore all’Energia e Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro ha annunciato che invierà al premier una lettera per ribadire l’importanza del doppio sconto che in Friuli Venezia. È la prima volta che accade che accade che il prezzo ai distributori italiani sia inferiore a quello oltre confine. L’obiettivo è quello di mantenere il contributo statale, per rendere il prezzo alla pompa italiano competitivo ed evitare il “turismo del pieno”.