Il Fvg punta sull’economia blu per diventare capofila del cluster del mare

È quanto emerso dal convegno di Next a Trieste.

La cosiddetta economia blu può rappresentare uno dei principali attori dello sviluppo futuro da cui ci si attende la spinta anche per una forte attrazione occupazionale. Basti pensare che il 70 per cento dei bambini che oggi frequenta la scuola primaria, in futuro sarà occupato in lavori che oggi ancora non esistono e gran parte di queste professionalità potrebbero svilupparsi nel cluster mare. Motivo questo del sostegno che il ministero per l’Università e la ricerca sta imprimendo al ruolo dell’Italia nel prossimo coordinamento della piattaforma europea della blue economy che nascerà a breve come piattaforma tecnologica.

Di questo, e molto altro ancora, si è parlato a Trieste al Next Maritime Technology Day, convegno annuale dedicato alle innovazioni nelle tecnologie marittime e finalizzato a promuovere l’incontro tra le imprese del settore. Un appuntamento a cui ha preso parte anche l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione e ricerca, Alessia Rosolen.

La specializzazione acquisita nel settore mare dal Fvg.

Il cluster del mare in Friuli Venezia Giulia ha dimostrato di sapere anticipare i temi, le modalità di azione e i percorsi formativi per lo sviluppo futuro dell’economia blu – ha commentato Rosolen –. Nessuna altra regione in questo momento, sia per la portata delle attività portuali e logistiche, che per le strette connessioni con il resto d’Europa e la forte specializzazione nella ricerca di settore, merita più del Friuli Venezia Giulia di essere capofila progettuale e traino della politica nazionale del cluster mare”.

A delineare gli obiettivi del convegno Maria Cristina Pedicchio e Lucio Sabbadini, rispettivamente presidente e amministratore delegato del cluster Mare Fvg. Il confronto è proseguito poi sulle riflessioni in tema di porti, cantieristica navale, nautica e porti turistici. Gli interventi sono stati curati da relatori di riferimento nazionale, tra cui Paolo Guglia, responsabile del gruppo di coordinamento del progetto Waterborne, Antonella Querci, dirigente Sviluppo innovazione programmazione Eu del Programma trasformazione digitale ed ecologica, Riccardo Buiatti della
Monte Carlo Yacht Spa, Pietro Angelini, direttore del distretto della nautica e della portualità Toscana e Massimo De Domenico, responsabile tecnico Fratelli D’Amico Armatori.

“Il distretto Mare Fvg – ha concluso Rosolen – ha saputo seguire e spesso anticipare i cambiamenti del settore, pertanto è giunto il momento che da qui arrivino ai nostri governi nazionale e europeo le indicazioni sull’informazione e sulla formazione necessarie allo sviluppo e all’occupazione nei comparti della portualità e della nautica. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, non è solo una piattaforma logistica ideale sulla carta, ma lo è già nella realtà e può ulteriormente affermare il proprio ruolo.

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