Dal potenziamento della sanità alla riqualificazione delle scuole, dai trasporti sostenibili alla digitalizzazione della pubblica amministrazione. Il Friuli Venezia Giulia fa il punto sugli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal Piano complementare, con oltre 3 miliardi e 400 milioni di euro attivati a favore del territorio regionale.
“Abbiamo vinto la sfida contro il tempo: attualmente resta da completare la rendicontazione della spesa, che ha già raggiunto il 70% del risultato prefissato in vista della scadenza del 31 dicembre 2026″, ha dichiarato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli presentando i dati sul Pnrr in Friuli Venezia Giulia.
Le risorse complessive ammontano a 3,4 miliardi di euro: 2,8 miliardi arrivano dal Pnrr, mentre 607,2 milioni sono legati al Piano complementare. Gran parte dei fondi è stata gestita direttamente dall’Amministrazione regionale attraverso iniziative considerate strategiche per la crescita e la valorizzazione del territorio.
Alla presentazione hanno partecipato il vicegovernatore con deleghe a Cultura e sport Mario Anzil e gli assessori Cristina Amirante, responsabile delle Infrastrutture, Stefano Zannier, con delega alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, e Sebastiano Callari, assessore al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, oltre al presidente di Anci Fvg Dorino Favot.
Fvg tra le prime regioni italiane per realizzazione degli interventi
Secondo il quadro illustrato dalla Regione, al 31 dicembre 2025 risultava concluso il 73% degli interventi previsti. A luglio 2026 i progetti censiti erano 13.911, con una spesa pari a circa il 70% delle risorse disponibili. Il Friuli Venezia Giulia si colloca tra le prime regioni italiane per capacità di realizzazione degli investimenti nei tempi previsti e per il livello dei pagamenti effettuati.
“Queste performance confermano un primato che vede la nostra Regione tra le migliori in Italia per il raggiungimento di target e performance”, ha sottolineato Zilli. Secondo l’assessore, il risultato è frutto “sia delle elevate competenze presenti sul territorio, sia dell’efficacia dell’azione dell’amministrazione regionale”, che ha saputo creare una cabina di regia capace di coordinare il lavoro con enti locali, Prefetture e Ragionerie territoriali. Un coordinamento che, secondo la Regione, ha permesso di rendere lo strumento più efficace nonostante le difficoltà iniziali e i tempi ristretti imposti dal programma.
Trasporti e infrastrutture: ciclovie, autobus elettrici e treni a zero emissioni
Nel settore delle infrastrutture gli interventi hanno riguardato mobilità sostenibile, trasporti pubblici e riqualificazione del patrimonio. Sono stati realizzati 38,9 chilometri di ciclovie, acquistati 20 autobus elettrici e tre treni a zero emissioni.
È stato inoltre potenziato il collegamento ferroviario della linea Udine-Cividale. Con le risorse del Piano complementare sono stati riqualificati 826 alloggi pubblici, acquistati 31 nuovi autobus ed è stata completata l’elettrificazione della banchina di Porto Nogaro.
Scuole e lavoro: riqualificati 56 edifici scolastici
Sul fronte dell’istruzione sono stati finanziati interventi su 46 asili e scuole dell’infanzia, la riqualificazione di 56 edifici scolastici e la realizzazione di sei nuove scuole primarie.
Per il lavoro il Pnrr ha destinato 133,1 milioni di euro. Attraverso il programma GOL sono state coinvolte 111mila persone, delle quali 27mila hanno seguito percorsi di formazione. Sono inoltre stati riqualificati otto Centri per l’impiego.
Sanità: 23 Case della comunità e sette Ospedali di comunità
Uno dei capitoli più rilevanti riguarda la sanità, con 201,7 milioni di euro destinati al rafforzamento dell’assistenza territoriale. Le risorse hanno permesso di programmare e realizzare 23 Case della comunità, sette Ospedali di comunità e 12 Centrali operative territoriali.
Gli interventi hanno riguardato anche il rinnovo delle dotazioni tecnologiche, con la sostituzione di 45 grandi apparecchiature sanitarie, e l’assistenza domiciliare, che ha coinvolto 17.791 persone over 65.
Agricoltura: 250 aziende sostenute per innovare il settore
Il Pnrr ha coinvolto anche il comparto agricolo. Come spiegato dall’assessore Stefano Zannier, sono stati destinati 5,2 milioni di euro all’innovazione del settore.
I contributi hanno permesso a 250 aziende agricole di acquistare macchinari di precisione, adottare sistemi irrigui più efficienti e utilizzare veicoli elettrici. Le risorse hanno inoltre sostenuto l’ammodernamento di due frantoi oleari.
Cultura, ambiente e ricerca: dai borghi alla Valle dell’idrogeno
Per la cultura il vicegovernatore Mario Anzil ha evidenziato il recupero di 96 beni rurali, la rigenerazione di Borgo Castello a Gorizia e gli interventi su quattro borghi storici.
Sul fronte ambientale sono stati realizzati interventi sulle reti fognarie e sulla depurazione, sono stati bonificati tre siti contaminati ed è stato finanziato con 15,8 milioni di euro il progetto della Valle dell’idrogeno. All’innovazione e alla ricerca sono stati destinati 28 milioni di euro alle università regionali nell’ambito dell’ecosistema iNEST.
Digitalizzazione: 60mila cittadini coinvolti nei servizi online
La trasformazione digitale rappresenta un altro asse del programma. Le risorse destinate agli interventi dell’Amministrazione regionale ammontano a 12,2 milioni di euro, con investimenti dedicati anche alla cybersicurezza.
L’assessore Sebastiano Callari ha ricordato il ruolo dei 135 centri di facilitazione digitale presenti sul territorio, che hanno coinvolto oltre 60mila cittadini. Il servizio, ha spiegato, proseguirà anche dopo la conclusione del Pnrr per il prossimo triennio. Tra gli interventi anche il progetto “1000 esperti”, che ha consentito di ridurre mediamente del 47% i tempi dei procedimenti amministrativi e dell’87% l’arretrato delle pratiche.

