Monte Canin, viaggio nelle profondità della montagna: al via le nuove esplorazioni nelle grotte

È iniziata la nuova missione speleologica estiva sul Monte Canin, uno dei più importanti laboratori naturali del carsismo d’alta quota in Europa: fino al mese di settembre gli speleologi saranno impegnati nell’esplorazione delle grotte del vasto altopiano carsico, alla ricerca di nuovi sviluppi sotterranei e di nuove cavità da documentare.

La campagna, che si rinnova da circa cinquant’anni, è organizzata dal Club Alpinistico Triestino e rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per lo studio e l’esplorazione del complesso sistema carsico del Canin.

Il campo base allestito in quota con 800 chili di materiale

La prima giornata della spedizione è stata dedicata alla preparazione del campo base, un’operazione che ha richiesto un’importante organizzazione logistica.

Le attività sono iniziate alle 9 del mattino con il trasferimento in quota, attraverso un elicottero decollato da Sella Nevea, di uomini e materiali. In appena venti minuti, grazie a quattro rotazioni del velivolo, sono stati trasportati sul posto nove speleologi e sei big bag contenenti complessivamente circa 800 chilogrammi di attrezzature.

Il materiale comprendeva tende, equipaggiamento speleologico individuale e collettivo, corde, strumenti tecnici, apparecchiature per i rilievi topografici, viveri, riserve d’acqua, attrezzature da cucina e tutto il necessario per garantire diverse settimane di permanenza in completa autonomia.

Concluso il trasporto, il gruppo ha provveduto all’allestimento della base operativa: sono state montate la grande tenda sociale e le tende personali, organizzati gli spazi per lo stoccaggio del materiale e predisposta la cambusa con tutte le scorte alimentari.

Nuove esplorazioni nelle cavità del Monte Canin

La missione proseguirà per tutta l’estate e vedrà alternarsi numerose squadre di speleologi esperti. Le attività si concentreranno in particolare su tre nuove cavità individuate durante la campagna esplorativa del 2025. Le condizioni meteorologiche difficili e l’arrivo dell’autunno avevano infatti costretto a interrompere le operazioni, rimandando il completamento delle ricerche alla stagione 2026.

Proseguiranno anche le esplorazioni della Grotta G1, scoperta dal Club Alpinistico Triestino due anni fa e già studiata fino a circa 270 metri di profondità. Le caratteristiche geomorfologiche della cavità e le correnti d’aria rilevate dagli speleologi fanno ipotizzare che il sistema possa continuare ancora più in profondità, aprendo la strada a nuovi importanti sviluppi.

Alla ricerca di nuove grotte nel sistema carsico del Canin

Oltre al completamento delle esplorazioni già avviate, le squadre saranno impegnate anche nella ricerca di nuovi ingressi attraverso battute di superficie nelle aree del massiccio ancora poco investigate. Ogni nuova cavità individuata verrà documentata, rilevata dal punto di vista topografico e inserita nel Catasto Speleologico Regionale secondo le procedure previste.

Negli ultimi anni le campagne del Club Alpinistico Triestino e le collaborazioni con gruppi speleologici regionali italiani e dell’Est Europa hanno portato a risultati di grande rilievo scientifico, con importanti sviluppi nelle cavità denominate Il Giglio e nella più recente G1.

Il Monte Canin si conferma così uno dei protagonisti dell’esplorazione speleologica d’alta quota. Sul versante italiano sono state censite oltre un migliaio di cavità e le ricerche condotte negli ultimi decenni hanno contribuito alla nascita del Sistema del Monte Canin, il più esteso sistema ipogeo italiano, con uno sviluppo complessivo che sfiora i 90 chilometri.