Più posti nelle case di riposo e un forte aumento dei servizi dedicati agli anziani non autosufficienti. È questo il cambiamento previsto dalla nuova programmazione regionale sul sistema dell’assistenza, che punta ad aumentare l’offerta nelle strutture residenziali e nei centri semiresidenziali del Friuli Venezia Giulia.
Le nuove misure prevedono un incremento complessivo del fabbisogno di 916 posti nelle strutture residenziali, che passeranno dagli attuali 9.642 posti, ai quali si aggiungono 641 già programmati, fino a un totale di 11.199 posti. Di questi, 8.690 saranno in convenzione, rispetto ai 7.929 attuali.
Più posti dove oggi l’offerta è insufficiente
L’obiettivo è intervenire soprattutto nei territori dove oggi il numero di posti disponibili è inferiore alla media regionale.
I nuovi posti saranno distribuiti nei distretti che presentano maggiori carenze: 196 nel Sile, 181 nel Medio Friuli, 147 nell’Alto Isontino, 112 nella Riviera Bassa Friulana, 102 nel Livenza, 68 nel Collinare, 63 nel Natisone, 25 nell’Agro Aquileiese e 22 nel distretto Gemona, Valcanale e Canal del Ferro. Le nuove strutture potranno essere autorizzate solo nei territori dove il fabbisogno raggiunge almeno 120 posti. Negli altri casi saranno invece possibili ampliamenti delle strutture già esistenti.
Raddoppiano i servizi diurni per anziani non autosufficienti
La programmazione riguarda anche i servizi semiresidenziali, cioè quei servizi che permettono agli anziani non autosufficienti di ricevere assistenza durante la giornata senza entrare stabilmente in una struttura.
Il fabbisogno regionale viene portato a 1.253 posti, rispetto ai 646 attuali, con un aumento quasi doppio. Di questi, 261 sono oggi dedicati a persone con demenza. La distribuzione prevista riguarda 399 posti per Asugi, rispetto ai 150 attuali, 554 per Asufc, rispetto ai 283 disponibili oggi, e 300 per Asfo, contro gli attuali 213.
In Fvg crescono gli anziani non autosufficienti
La revisione nasce da un quadro demografico che vede in Friuli Venezia Giulia quasi 250.500 persone con più di 70 anni, circa 36mila anziani non autosufficienti e altri 30mila a rischio, con una tendenza destinata a crescere.
Il tema riguarda direttamente le famiglie, alle prese con liste d’attesa, costi dell’assistenza e necessità di trovare soluzioni adeguate per gli anziani più fragili. Come evidenziato durante il confronto in Commissione, l’obiettivo non è soltanto aumentare i posti letto, ma costruire un sistema più equilibrato tra strutture residenziali, servizi sul territorio e assistenza domiciliare.
Riccardi: “La risposta non può essere solo l’aumento dei posti letto”
L’assessore regionale alla Salute e alle Politiche sociali Riccardo Riccardi ha sottolineato che la sfida riguarda l’intero modello di assistenza. “La risposta a questo problema non può essere solo l’aumento dei posti letto. Dobbiamo guardare con decisione al domicilio delle persone, affrontando seriamente il tema della reale sostenibilità economica del sistema”, ha dichiarato.
Il confronto politico ha evidenziato anche il tema delle rette e delle liste d’attesa. È stato ricordato che l’impossibilità di accedere subito a un posto convenzionato può comportare per le famiglie un aumento dei costi, a causa della perdita del contributo regionale per l’abbattimento delle rette. Tra le priorità emerse anche il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, dei centri diurni e dei servizi capaci di sostenere le famiglie che scelgono di assistere gli anziani a casa.
