Ex caserme militari dismesse, nuovo bando per il recupero e la valorizzazione

La Regione Fvg approva un nuovo bando destinato a finanziare il recupero delle caserme militari dismesse.

Regione Fvg stanzia nuovi fondi per riqualificare le ex caserme militari. La giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha infatti approvato il nuovo bando per il 2026 destinato a finanziare la prima fase progettuale di recupero e valorizzazione dei beni militari dismessi. Gli enti locali potranno ottenere contributi a fondo perduto fino a un massimo di 50 mila euro ciascuno per la redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap).

L’assessore regionale al Patrimonio e al Demanio, Sebastiano Callari, ha commentato: “Il recupero di questi immobili rappresenta un’azione strategica per il territorio e per l’economia regionale. Con questo strumento continuiamo ad accompagnare concretamente i Comuni nella fase iniziale e più delicata della progettazione, quella in cui si definiscono le reali possibilità di riutilizzo”.

I Comuni che possono accedere al bando.

Il bando è riservato ai Comuni che hanno già acquisito – o che sono in procinto di acquisire – beni già appartenuti al demanio militare e statale, secondo quanto previsto dallo Statuto speciale della Regione. Il trasferimento avviene gratuitamente dallo Stato alla Regione attraverso la Commissione paritetica; successivamente gli enti locali possono ottenerne la proprietà per avviare progetti di rifunzionalizzazione a beneficio delle comunità.

Possono presentare domanda gli enti locali che hanno già ricevuto immobili in base ai decreti legislativi succedutisi negli anni (dal 237/2001 fino ai più recenti del 2025) oppure i Comuni che, al 1° gennaio 2025, avevano già formalmente chiesto il trasferimento e il cui iter è ancora in corso. È possibile richiedere il contributo per più immobili, purché si tratti di compendi distinti. Il precedente bando, relativo all’anno 2025, ha permesso di distribuire quasi 368 mila euro a sette Comuni, soprattutto nelle aree dell’Udinese e del Pordenonese, sostenendo progetti di recupero di ex caserme ed ex polveriere.