Green pass più breve, terza dose e stop ai test rapidi: le nuove regole per salvare il Natale anche in Fvg

Il piano per ridurre i contagi durante le feste natalizie.

I numeri parlano chiaro: siamo nel piano della quarta ondata della pandemia. Il governo sta già lavorando ad una nuova strategia per il contenimento dei contagi, che prevede l’obbligo della terza dose per tutti, riduzione della validità del green pass e del tampone. Sono queste alcune delle misure sul tavolo del presidente Mario Draghi. A preoccupare è l’avvicinarsi delle feste natalizie e le maggiori occasioni di socialità.

Pochi giorni fa lo stesso Riccardo Riccardi, vicepresidente con delega alla Salute del Fvg, aveva avanzato delle ipotesi per limitare i numeri di contagio, come la riduzione della validità del Green pass. Questo perché situazione in Friuli Venezia Giulia è quella più a rischio zona gialla, insieme a Lazio e Marche. Un allarme su cui è ritornano oggi lo stesso governatore Massimiliano Fedriga. “Siamo a un passo dalla zona gialla e questo è dato dal numero dei ricoveri anche in area medica, molto vicino al 15. Non possiamo fare pagare il prezzo di eventuali nuove chiusure ai vaccinati”, ha detto

La terza dose.

Eccolo allora il piano di azione che è stato ipotizzato per salvare il Natale a livello nazionale. Richiamo per la terza dose estesa a tutta la popolazione entro inizio 2022, ma se la curva della quarta ondata peggiora può essere anticipato. Questo perché gli studi dell’Istituto superiore di sanità hanno dimostrato che il vaccino dopo sei mesi perde la sua efficacia. Dal primo dicembre intanto inizieranno i richiami per gli over 40, mentre a breve sarà firmato il decreto per il quale il personale sanitario sarà obbligato alla terza dose. Il richiamo dovranno farlo poi anche tutti coloro che lavorano esternamente, ma che accedono alle Rsa.

Green pass e test.

Se adesso il certificato verde dura 12 mesi dall’ultima dose, si pensa di ridurlo a 9 mesi. Anche se Roberto Speranza, ministro della Salute, non esclude di portarlo a 6 mesi. Un’altra questione aperta è l’attendibilità dei tamponi rapidi. Spesso infatti ci sono i “falsi negativi” e quindi si sta pensando di escludere il test tra le modalità per ottenere il green pass. Per evitare però un passo così importante, si sta ipotizzando di ridurre la validità del test: da 72 ore a 48 per quello molecolare e da 48 a 24 il test antigenico. Una mossa che il governo si augura possa convincere i dubbiosi a vaccinarsi.

I colori delle zone.

La divisione per fasce colorare resta valido. Se per adesso tutta l’Italia è in zona bianca, non è da escludersi la zona gialla per il Friuli Venezia Giulia, Lazio e Marche, dove appunto la situazione è più grave. In queste tre regioni entreranno in vigore nuove limitazioni, come la mascherina sempre obbligatoria e quattro persone al massimo al ristorante. Starà poi nei governatori e sindaci delle diverse zone a mettere in atto eventuali restrizioni più incisive. Il sistema delle zone colorate serve per creare le “zone rosse”, in modo da isolare i posti con alto numero di contagi Covid-19 e limitarne la diffusione.

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Autore: Jeena Cucciniello

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