Fvg, la Giunta approva il ritorno delle Province: ora manca solo il Consiglio regionale

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato lo schema definitivo del disegno di legge che prevede il ritorno delle Province sul territorio regionale. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, che ha confermato il passaggio decisivo del percorso istituzionale.

Termina qui il percorso in capo all’Esecutivo – ha dichiarato Roberti –: la palla passa ora al Consiglio regionale, sede nella quale ci saranno altre occasioni di discussione e di dibattito che permetteranno di migliorare il testo e di approvarlo”.

Verso le Province elettive: fase transitoria con i commissari

L’obiettivo della riforma, ha spiegato l’assessore, è quello di arrivare alla ricostituzione delle Province elettive, con una fase iniziale di transizione affidata a commissari nominati dalla Giunta regionale. “L’obiettivo – ha aggiunto Roberti – rimane quello di dare vita alle Province elettive, dapprima con i commissari per accompagnare gli enti ricostituiti al voto“.

Secondo quanto previsto, il nuovo sistema entrerà nella fase operativa dal 1° gennaio 2027, quando le quattro Province del Friuli Venezia Giulia torneranno a esercitare funzioni amministrative.

Funzioni e organizzazione.

Le Province saranno inizialmente guidate da commissari fino alle successive elezioni, previste nella primavera successiva all’avvio operativo. Il sistema elettorale sarà definito da una legge regionale successiva e prevede l’elezione di un Consiglio e di un Presidente, che nominerà la propria Giunta. La durata della legislatura sarà di cinque anni.

Dal punto di vista territoriale, i nuovi enti si sovrapporranno agli attuali EDR, gli enti di decentramento regionale, dai quali erediteranno personale, strutture e risorse già in uso. Il disegno di legge definisce anche le prime competenze delle Province ricostituite, che potranno essere ampliate con successivi interventi normativi.

Tra le principali funzioni figurano la gestione delle strade provinciali e degli edifici scolastici delle scuole secondarie superiori, nonché di supporto ai Comuni più piccoli. Per i piccoli enti sono previsti servizi informativi, procedure espropriative e assistenza sui finanziamenti europei.