A Trieste le retribuzioni più elevate della regione
La retribuzione lorda media dei dipendenti pubblici, in termine di imponibile previdenziale annuo, nel 2024 in regione è stata pari a 36.167 euro. In base al gruppo contrattuale di appartenenza si evidenzia una notevole variabilità, in quanto si passa dall’Università e dagli enti di ricerca in cui la retribuzione media è pari a 51.626 euro all’anno, alla Scuola dove tale valore è pari a meno della metà (24.365 euro), anche perché incide negativamente la componente precaria. Se si considerano esclusivamente i lavoratori a tempo indeterminato e pieno le differenze si attutiscono un po’, ma tra questi due gruppi rimangono comunque marcate (56.426 euro contro 31.383).
Le donne guadagnano in media il 23,8% in meno rispetto agli uomini; considerando i soli tempi indeterminati full time il divario si riduce al 18,3%. La provincia di Trieste presenta la retribuzione media più elevata, pari a 38.048 euro nel 2024, 1.881 euro in più rispetto al dato regionale. A livello nazionale l’area giuliana è sesta, ai primi tre posti ci sono: La Spezia (40.336 euro di media), Bolzano (39.483) e Roma (39.466).
Il confronto con il settore privato
In media gli occupati delle imprese private regionali (esclusa l’agricoltura e il lavoro domestico) nel 2024 hanno percepito circa 11.000 euro in meno rispetto ai dipendenti pubblici (il divario è pari a -30,6%). Il 55,2% dei dipendenti del privato, infatti, si colloca sotto la soglia dei 25.000 euro lordi annui, contro il 22,2% di quelli pubblici; all’opposto solo il 13,3% raggiunge o supera i 40.000 euro, mentre la percentuale è più che doppia nel pubblico (28,9%). A livello territoriale nell’isontino si rilevano le differenze più marcate (oltre 12.000 euro in più nel pubblico); al contrario nel pordenonese lo scarto è più contenuto (inferiore a 10.000 euro).
Un ulteriore elemento da sottolineare è il maggiore grado di invecchiamento degli organici della Pubblica Amministrazione rispetto al settore privato. La metà dei dipendenti pubblici che operano in regione ha infatti più di 50 anni (49%), contro il 35,7% che si riscontra nel privato. L’incidenza degli under 30 è, invece, pari ad appena il 6,7% (nel privato è il triplo, 20,7%).




