L’Università di Udine sarà tra i protagonisti della tappa regionale di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata alla tutela del mare e delle coste italiane. L’appuntamento si terrà nella mattinata di lunedì 15 giugno, al Porto Mandracchio di Grado. I ricercatori terranno: dalle 9.30, una serie di laboratori didattici; dalle 11.30 dimostrazioni con i droni marini sviluppati dall’ateneo per il monitoraggio ambientale e la conservazione della biodiversità marina; alle 18 un incontro sul futuro dell’Adriatico. L’iniziativa offrirà l’opportunità di osservare da vicino l’impiego di imbarcazioni autonome di superficie e subacquee per raccogliere dati ambientali in modo efficiente e sostenibile, con il supporto della barca laboratorio dell’Università di Udine, “UniUd Sailing Lab”.
Le attività
I laboratori, in programma dalle 9.30 a bordo di Goletta, sono rivolti a giovani tra i 6 e i 14 anni. I partecipanti potranno scoprire il funzionamento dei robot di superficie e subacquei, vederli in azione e comprendere il loro ruolo nella ricerca e nella protezione dell’ambiente marino.
Seguiranno le dimostrazioni con i droni, che mostreranno come queste tecnologie possano contribuire alla conoscenza e alla tutela degli ecosistemi costieri dell’Adriatico. In particolare, supportando il monitoraggio delle praterie sommerse di fanerogame marine, della qualità delle acque e di altri indicatori fondamentali per la salute del mare.
Alle 18, al Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, Francesco Boscutti, docente di botanica dell’Ateneo friulano, farà il punto sul tema: “Il destino del mare in Alto Adriatico: un ecosistema e un’economia a rischio”.
L’Ateneo e l’Adriatico
La partecipazione dell’Università di Udine a Goletta Verde si inserisce in un più ampio programma di iniziative dedicate al tema “Il destino del mare in alto Adriatico: un ecosistema ed un’economia a rischio”. Amministratori, ricercatori, associazioni ambientaliste e rappresentanti del settore della pesca si confronteranno sulle principali sfide che interessano il nostro mare: cambiamenti climatici, aumento della temperatura delle acque, innalzamento del livello del mare, diffusione di specie aliene e necessità di strategie di adattamento.
Il progetto Brigantine
L’iniziativa rientra nel programma di Brigantine, il progetto Italia-Croazia guidato dall’Ateneo friulano che promuove lo sviluppo e l’impiego di tecnologie autonome innovative per il monitoraggio ambientale marino e costiero.
“L’appuntamento di Grado – spiega la coordinatrice del progetto, Sabina Susmel – è un’importante occasione per avvicinare cittadini, studenti e operatori del territorio alle attività di ricerca e innovazione che l’Università di Udine conduce a livello nazionale e internazionale per la salvaguardia dell’ecosistema adriatico. Le tecnologie autonome rappresentano un importante passo avanti verso sistemi di monitoraggio più efficaci, sostenibili e accessibili per la gestione degli ecosistemi marini e costieri. Inoltre, la collaborazione transfrontaliera tra Italia e Croazia consente di condividere competenze, dati e strumenti per affrontare le sfide comuni legate ai cambiamenti climatici e alla conservazione della biodiversità dell’Adriatico”.
