In occasione della 16^ giornata nazionale Asdi- Dimore storiche FVG, domenica 24 maggio 2026 si è svolta a Villa Marchese de Fabris a Begliano, in comune di San Canzian d’Isonzo, l’evento “Le dimore del gusto dei saperi”.
L’iniziativa, che ha registrato un grande successo di pubblico, ha saputo coniugare la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico con una profonda riflessione sui modelli tradizionali di welfare aziendale e sulle potenzialità enogastronomiche del territorio. L’evento si è sviluppato attraverso tre momenti salienti, offrendo ai partecipanti un percorso immersivo tra le cantine, il salone monumentale e lo splendido giardino della storica dimora.
Le cantine e la mostra multimediale
La giornata si è aperta nelle antiche cantine della villa, dove l’Ecomuseo Territori del Consorzio Culturale del Monfalconese ha allestito una interessante mostra multimediale. Il percorso espositivo ha integrato pannelli e video illustrativi legati all’azione “Legami Tipici”, permettendo di dare voce direttamente ai cuochi e ai produttori locali che hanno raccontato le materie prime del territorio.
Molto significativa la sezione dedicata alle fotografie storiche sulla tratta dei cefali nel bacino navale di Monfalcone. A confermare lo scambio culturale promosso dall’Ecomuseo Territori, è stato inoltre presentato un video dell’Ecomuseo del mare e delle zone umide del Golfo di Manfredonia, dedicato alla coltivazione tradizionale della salicornia e al suo uso in cucina. La ricetta illustrata nel video è stata poi reinterpretata dallo chef locale e proposta al pubblico.
La tavola rotonda “L’impresa dell’armonia”
La prima parte della mattinata ha visto la tavola rotonda sul tema “L’impresa dell’armonia”, moderata dal giornalista Adriano Del Fabro. Sono intervenuti Ciccinella Kechler, scrittrice e testimone della cultura dell’ospitalità friulana, Umberto Marzotto, rappresentante della dinastia che ha teorizzato e realizzato la città sociale e Giulio Mellinato, professore associato di Storia dell’impresa e Storia della globalizzazione all’Università di Milano Bicocca, curatore del focus sui modelli comparati Marzotto e Cosulich.
“Con l’evento di oggi lanciamo una sfida che abbiamo voluto intitolare ‘L’impresa dell’armonia’ a sottolineare la necessità di trovare il perfetto equilibrio tra economia, comunità e territorio – ha dichiarato il presidente del Consorzio culturale del Monfalconese, Davide Iannis -. Da sempre, come Ecomuseo lavoriamo sulla storia per consolidare l’identità del nostro territorio e guardare al futuro in modo sostenibile. In questo percorso mettiamo al centro l’economia civile, che ci insegna una cosa semplice ma rivoluzionaria: il fine dell’economia non è il solo profitto, ma il bene comune e la felicità pubblica”.
“In quest’ottica la valorizzazione del territorio, delle sue peculiarità e potenzialità, passa anche attraverso l’enogastronomia, capace di racchiuderne l’essenza. Nell’economia civile la distinzione tra bene totale e bene comune è fondamentale. Mentre il bene totale cerca l’efficienza numerica intesa come mera somma algebrica, il bene comune funziona come una moltiplicazione. Se anche uno solo dei fattori è uguale a zero e una persona viene completamente esclusa o marginalizzata, il risultato finale di tutta la società diventa zero. La società cammina alla velocità dell’ultimo: valorizzare il nostro territorio e la sua enogastronomia significa proprio mettere al centro la fraternità, la reciprocità e l’inclusione”.
Gli interventi istituzionali
I relatori hanno poi approfondito i tre pilastri dell’economia civile. Ciccinella Kechler ha evidenziato il valore della cucina come luogo di cura, ascolto e relazioni autentiche, paragonando l’attenzione verso gli altri alla visione imprenditoriale di Pietro Marzotto.
Umberto Marzotto ha ricordato l’esperienza della “Città Sociale” di Valdagno realizzata da Gaetano Marzotto, esempio concreto di welfare aziendale con scuole, teatri, abitazioni e servizi destinati ai lavoratori. Giulio Mellinato ha infine confrontato i modelli industriali dei Marzotto e dei Cosulich con il Villaggio di Panzano di Monfalcone, sottolineando come queste realtà abbiano posto la persona al centro dello sviluppo industriale.
Nel corso della mattinata sono intervenute anche numerose autorità istituzionali e rappresentanti del territorio, tra cui il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, la vice sindaca di San Canzian d’Isonzo Flavia Moimas, il vicepresidente delle Pro Loco del Goriziano e Triestino Flavio Gon, il Questore di Gorizia, Luigi Di Ruscio e le famiglie Bacci e Pace, proprietarie di Villa de Fabris.
Tutti hanno sottolineato il valore della collaborazione tra cultura, territorio, impresa e comunità, evidenziando come la memoria storica e i luoghi della tradizione possano diventare strumenti di coesione sociale, formazione e crescita condivisa. Il consigliere regionale Antonio Calligaris ha portato i saluti della Regione. “Portando i saluti del Presidente Massimiliano Fedriga – ha detto -, voglio evidenziare il ruolo straordinario e sussidiario che le grandi aziende del tempo ebbero nella formazione tecnica e umana dei giovani operai. Si tratta di una funzione sociale che oggi è diventata drammaticamente attuale, in un contesto in cui la scuola tradizionale, spesso in difficoltà e a corto di risorse, fatica a realizzare da sola questo compito fondamentale.”
Il percorso enogastronomico finale
La giornata si è conclusa nel giardino della villa con il percorso enogastronomico “Il gusto dei saperi”, durante il quale gli ospiti hanno degustato piatti tipici realizzati grazie alla collaborazione tra ristoratori locali e lo staff dello chef residente di Villa de’ Fabris.
Il menu della giornata è stato presentato da Davide Comolli, presidente dell’associazione commercianti locale. Un momento conviviale che ha rappresentato la sintesi concreta dello spirito dell’iniziativa: trasformare storia, tradizioni e cultura del territorio in esperienza condivisa e partecipata.
