Addio a Giovanni Pizzi simbolo del mezzofondo friulano e protagonista dell’atletica degli anni Sessanta.
Il Friuli e l’atletica italiana piangono Giovanni Pizzi, protagonista indimenticato del mezzofondo nazionale e storico primatista italiano dei 3000 metri siepi, scomparso all’età di 85 anni.
Nato a Manzano l’8 dicembre 1940, Pizzi è stato uno degli interpreti più autentici dell’atletica italiana degli anni Sessanta, simbolo di una generazione capace di coniugare talento, sacrificio e spirito di appartenenza.
I primi passi nell’atletica li mosse a Cormons, sotto la guida dell’insegnante Carlo Pepe. Il talento emerse presto, tanto da condurlo all’Unione Ginnastica Goriziana e poi alla maglia azzurra juniores. Il salto di qualità arrivò con l’ingresso nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, grazie all’interessamento del tecnico della Nazionale Giorgio Oberweger. Da quel momento, la carriera di Pizzi prese una dimensione internazionale.
Il 1967 e il record italiano a Helsinki
Il punto più alto della sua parabola sportiva fu il 1967. A Helsinki, Giovanni Pizzi scrisse una pagina memorabile dell’atletica azzurra stabilendo il record italiano dei 3000 metri siepi con il tempo di 8:43.4, migliorando di oltre dieci secondi il precedente primato nazionale.
Nello stesso anno conquistò il titolo italiano a Bologna e rappresentò l’Italia in competizioni di primo piano come la Coppa Europa e i Giochi del Mediterraneo, confermandosi tra i migliori specialisti europei della disciplina.
Dieci presenze in Nazionale e il titolo nel cross
Tra il 1964 e il 1972 collezionò dieci presenze in Nazionale, portando con orgoglio la maglia azzurra. Atleta di straordinaria resistenza, celebre per allenamenti durissimi e una dedizione totale alla disciplina, seppe distinguersi anche su altre distanze, dalla maratona al cross.
Proprio nel cross, nel 1970, conquistò il titolo italiano con la maglia della Libertas Udine, società con cui concluse la carriera agonistica, restando punto di riferimento per l’atletica friulana.




