Ex beni militari ai Comuni del Friuli: via libera al trasferimento gratuito

Il patrimonio immobiliare dismesso della Difesa torna ai territori. La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato sette delibere che autorizzano l’acquisizione dallo Stato e il successivo trasferimento gratuito di diversi asset ex militari ai Comuni, aprendo la strada a nuovi progetti di valorizzazione pubblica.

Dalla Difesa ai territori: nuova vita per gli immobili

A illustrare il provvedimento è stato l’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, che ha sottolineato il significato dell’operazione: “Con il trasferimento a titolo gratuito di questi asset ex militari permettiamo ai Comuni di avviare nuovi percorsi di valorizzazione pubblica su beni che per decenni sono stati sottratti all’uso civile, garantendone al contempo la conservazione e la pubblica fruizione”.

I beni saranno trasferiti ai Comuni di Pontebba, Cavazzo Carnico, Bordano, Verzegnis, Fagagna, Malborghetto Valbruna e Tarvisio, tutti territori che custodiscono importanti testimonianze della storia militare del Novecento.

Le aree coinvolte: tra fortificazioni e siti dismessi

Il pacchetto di provvedimenti riguarda diverse infrastrutture ormai prive della loro funzione difensiva. Tra queste spiccano il fortino di Camporosso a Tarvisio, l’ex sito missilistico “Hawk” di Fagagna e l’ex deposito munizioni di San Leopoldo a Pontebba.

Particolarmente significativo anche il trasferimento di tratti di ex strade militari e fortificazioni storiche nei territori di Cavazzo Carnico e Verzegnis, tra cui le opere difensive di Cesclans e la fortificazione di Palude Vuarbis. Si tratta di beni che, oltre al valore storico, possono rappresentare un’opportunità per lo sviluppo turistico e culturale delle aree montane.

Il quadro normativo e le modalità di trasferimento

L’operazione è resa possibile dalle norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione, in particolare dal decreto legislativo 114 del 2025, che disciplina il passaggio alla Regione dei beni del ramo Difesa per la loro successiva cessione agli enti locali.

Con l’approvazione delle delibere, le amministrazioni comunali subentrano nella proprietà e in tutti i rapporti giuridici legati agli immobili. I Comuni si impegnano a destinare questi spazi ad attività di interesse pubblico, sostenendone i costi di gestione e manutenzione e rispettando i vincoli storici, artistici e ambientali.

Il passaggio di proprietà sarà formalizzato attraverso appositi verbali di consegna sottoscritti tra Agenzia del Demanio, Regione e Comuni interessati, atti necessari per la trascrizione e la voltura catastale.