“Questa tappa non è solo sport, ma memoria, identità e futuro: oggi portiamo al mondo il Modello Friuli e la forza della nostra rinascita, investendo risorse importanti per lasciare un segno tangibile nel territorio”. Con questo messaggio congiunto, l’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli hanno presentato l’impegno della Regione per la 20esima tappa del Giro d’Italia 2026, che il 30 maggio partirà da Gemona del Friuli per raggiungere Piancavallo.
In rappresentanza del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga le esponenti della Giunta sono intervenute alla serata di presentazione nella caserma di Venzone.
Nell’occasione Amirante ha spiegato che la direzione infrastrutture ha messo in campo un investimento ingente per mettere in sicurezza numerose strade locali e riqualificare piazze e tratti in porfido nei comuni che furono l’epicentro del sisma. L’operazione, coordinata da Fvg Strade come stazione appaltante insieme agli Edr di Udine e Pordenone, mira a garantire accessibilità e sicurezza lasciando una traccia che ricordi questo evento per sempre.
La partenza di Gemona e il legame del territorio con il ciclismo.
L’assessore Barbara Zilli ha evidenziato il valore simbolico della partenza dalla Caserma Goi-Pantanali di Gemona, dove nel 1976 persero la vita 29 alpini, definendo la tappa un momento di “orgoglio e riconoscenza”. “Questa sarà una tappa che entrerà nella storia” ha osservato Zilli.
“C’è un legame profondo – ha osservato Zilli – tra il ciclismo e la storia di questa terra. Il ciclismo è fatica, è resistenza, è capacità di rialzarsi dopo ogni caduta. Ed è esattamente ciò che è accaduto dopo il terremoto: una caduta improvvisa, devastante, che avrebbe potuto fermare tutto. Il Friuli ha fatto quello che fanno i grandi corridori: quando si alza il vento, abbassa la testa e pedala più forte. Metro dopo metro, casa dopo casa, comunità dopo comunità. L’obiettivo è trasmettere alle nuove generazioni questi valori di resistenza, affinché i giovani possano tagliare traguardi da vincitori nello sport come nella vita”.
La tappa.
Durante la serata, il presidente del Comitato locale di tappa Paolo Urbani ha illustrato nel dettaglio il percorso di 200 chilometri e 3.900 metri di dislivello, mentre il portavoce della Regione, Edoardo Petiziol, ha consegnato un premio alla carriera a Mauro Vegni, storico direttore del Giro. Insieme hanno ricordato la visione di Enzo Cainero, la cui eredità continua a vivere in un evento che vede la partecipazione corale di Protezione Civile, volontari e istituzioni locali
Il riconoscimento, un mosaico della Scuola Mosaicisti di Spilimbergo, ha suggellato un talk che ha visto Vegni protagonista insieme al giornalista Antonio Simeoli. All’evento sono intervenuti anche il colonnello Lorenzo Rivi per l’8° Reggimento Alpini, il sindaco di Venzone Mario Valent, il sindaco di Gemona Roberto Revelant e il sindaco di Aviano Paolo Tassan-Zanin.
