Laguna di Grado e Marano: sensori hi-tech per sorvegliare la salute del mare

La Laguna di Grado e Marano diventa un laboratorio a cielo aperto. Grazie ai fondi del progetto europeo PNRR MER (Marine Ecosystem Restoration), è stata completata un’importante operazione di potenziamento della rete di monitoraggio ambientale gestita da Arpa FVG e ISPRA. L’obiettivo è ambizioso: osservare in tempo reale e con precisione i cambiamenti di uno degli ecosistemi più fragili e preziosi dell’Alto Adriatico attraverso tecnologie all’avanguardia.

Una rete “sentinella” tra canali e mare aperto

Il sistema di controllo, aggiornato e ampliato negli ultimi mesi, si avvale di sensori distribuiti in punti strategici. La rete è oggi composta da: 4 stazioni galleggianti (boe intelligenti) posizionate nelle aree Ovest, Est, Centro e alla foce del fiume Stella; e 2 stazioni fisse situate a Coron e Barbana.

Questi dispositivi funzionano come veri e propri “termometri” della salute marina, inviando dati ogni 15 minuti. Tra i parametri misurati figurano la temperatura, il livello di ossigeno, la salinità, la torbidità dell’acqua e la presenza di clorofilla.

Focus sulla Riserva di Valle Cavanata

Un’attenzione particolare è stata rivolta alla Riserva Naturale della Valle Cavanata, dove è entrata in funzione una stazione speciale. Questa è dotata di sonde innovative capaci di misurare, ogni quattro ore, la concentrazione di sostanze come azoto e fosforo.

Dati aperti a tutti.

Sebbene i sensori lavorino in autonomia, il fattore umano resta centrale. I tecnici di Arpa FVG effettuano regolarmente ispezioni per la manutenzione e, soprattutto, per prelevare campioni d’acqua manualmente. Questo passaggio serve a confrontare le analisi di laboratorio con i numeri inviati dalle macchine, garantendo che i dati siano sempre esatti.

Il monitoraggio non serve solo agli addetti ai lavori per rispettare le normative europee sulla qualità delle acque, ma è un patrimonio condiviso. Le informazioni raccolte fluiscono direttamente sul portale online Monitor Mare, rendendo i dati accessibili a ricercatori, cittadini e a chiunque abbia a cuore la tutela del territorio.