Un masterplan per i capannoni dismessi del distretto della sedia

L'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nella sede della Regione a Udine, durante l'incontro con i Comuni del distretto della sedia.

L’incontro in Regione con i Comuni.

Sta proseguendo speditamente la ricognizione delle aree degradate e dei capannoni industriali dismessi. Si tratta di uno degli strumenti del disegno complessivo di politica industriale adottato dalla Giunta regionale attraverso cui dare corpo alle operazioni di riqualificazione e rilancio introdotte con la normativa SviluppoImpresa. L’attenzione è rivolto principalmente ai comuni del distretto della sedia (Manzano, Cividale del Friuli, Moimacco, Premariacco, San Giovanni al Natisone, Corno di Rosazzo e Pavia di Udine). In una riunione nella sede della Regione a Udine i Comuni si è fatto il punto sul settore arredo e sulle previsioni normative inserite nella legge di Stabilità 2022 ovvero il finanziamento di 6,5 milioni di euro al Consorzio di sviluppo economico per l’area del Friuli (Cosef) per la realizzazione di un hub di sviluppo e prototipazione per il rilancio del comparto dell’arredo, a valenza regionale, e l’allocazione di 8,5 milioni di euro per la riqualificazione dei capannoni industriali e degli ambiti degradati.

“Questa importante immissione di risorse – ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini – è incardinata in una nuova visione di politiche industriali che la Regione ha messo in campo anche attraverso questi strumenti per ridisegnare geograficamente le aree produttive del Friuli Venezia Giulia”. Bini ha ricordato le importanti misure per la sostenibilità dell’economia regionale introdotte con SviluppoImpresa da realizzare anche attraverso operazioni di riqualificazione di aree ed edifici industriali non utilizzati che può essere contemplata con una re-industrializzazione che resta la priorità o mediante una naturalizzazione delle aree degradate, ad esempio, con la forestazione o lo sviluppo di comunità energetiche che, come è emerso, alcune amministrazioni comunali stanno già portando avanti.

Sta procedendo speditamente, dunque, la ricognizione delle aree degradate e dei capannoni dismessi che la Regione ha demandato ai Consorzi di sviluppo economico locale. Sulla base delle risultanze verrà realizzato un masterplan per il riuso e il recupero dei complessi produttivi degradati. “Lo sviluppo delle riconversioni – ha chiarito Bini –  prevede un intervento a fondo perduto da parte della Regione oltre che la compartecipazione di altre istituzioni pubbliche e dei privati. Nella redazione del documento – ha aggiunto – saranno coinvolti tutti gli operatori presenti sul territorio come i Comuni e gli altri soggetti pubblici che hanno competenze specifiche in materia di politiche industriali. Realtà che, in stretta collaborazione con i Consorzi di sviluppo economico locale, potranno dare un contributo significativo per il recupero e il rilancio”.

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