Turismo, il Friuli piace sempre di più agli stranieri e in “tutte le stagioni”

Turismo locomotiva del terziario in Friuli, anche grazie agli stranieri.

Il terziario cresce in Friuli e cresce soprattutto grazie al turismo, vera e propria locomotiva del settore; secondo gli operatori inoltre sono aumentati i visitatori stranieri e stanno funzionando le misure per la “destagionalizzazione”.

E’ un quadro positivo quello che emerge dall’Osservatorio curato per Confcommercio Fvg da Format Research che riguarda l’ultimo periodo del 2023 e l’inizio del 2024. Secondo il direttore scientifico della società di ricerca Pierluigi Ascani, “i settori di punta rimangono turismo e servizi alle imprese, mentre in controtendenza e in difficoltà sono le imprese del commercio al dettaglio non alimentare e quelle dei trasporti e della logistica. Permangono inoltre le tensioni sul credito, eppure quasi il 35% delle imprese chiedono credito per fare investimenti”.

“Non è una sorpresa lo stato di grazia del turismo – è il commento del presidente regionale di Confcommercio Gianluca Madriz, con i colleghi presidenti di Pordenone Fabio Pillon, di Trieste Antonio Paoletti e di Udine Giovanni Da Pozzo –. Ottima notizia, in questo contesto, il netto incremento delle presenze straniere, testimonianza di un lavoro anche promozionale della Regione e dell’incrementata qualità dell’offerta ricettiva. La regione è ormai meta turistica per tutti i mesi dell’anno“.

Il focus sul turismo.

Negli ultimi due anni, secondo il 71% delle imprese di ricezione turistica del Fvg sono aumentati i turisti stranieri e secondo il 30% sono aumentati i turisti italiani. La percentuale di imprese secondo cui sarebbe diminuito il numero di turisti in entrambi i casi è del tutto residuale.

In aumento la vocazione del Friuli Venezia Giulia nell’ospitalità del turismo d’Oltralpe: gli operatori si attendono un significativo aumento nei prossimi anni dei turisti stranieri in regione nelle proprie strutture (+23,9%), ma anche di quelli italiani (+5.2%). Nel corso degli ultimi dieci anni, inoltre, si spostano i ricavi delle imprese di ricezione turistica dalla stagione estiva a favore di inverno e primavera. È cambiato in modo rilevante il comportamento verso gli agriturismo, che negli ultimi dieci anni registrano un +10% di ricavi in primavera.

“Numeri importanti, che sono frutto anche dell’efficace campagna promozionale che stiamo portando avanti dentro e fuori i confini regionali”, ha osservato l’assessore regionale Sergio Emidio Bini, ponendo anche l’accento sulle “ottime risposte avute dal nostro tessuto imprenditoriale rispetto ai bandi regionali emanati per la creazione di nuove strutture ricettive e per la riqualificazione degli appartamenti a uso turistico”.

Clima di fiducia e congiuntura economica.

Anche nel quarto trimestre del 2023 il sentiment delle imprese verso l’andamento dell’economia italiana si conferma stabile. Il dato Fvg è migliore rispetto a quello registrato a livello nazionale. Rimane stabile anche il sentiment degli imprenditori del terziario Fvg circa l’andamento della propria attività. Le aspettative delle imprese non cambiano anche nella prospettiva a tre mesi.

Nel quarto trimestre 2023 si è registrato un miglioramento dei ricavi presso le imprese del terziario Fvg. La previsione rimane stabile a tre mesi. Stabile il quadro occupazionale: il dato in prospettiva per l’inizio dell’anno rientra nell’area di espansione.

Resta invece preoccupante la situazione dei prezzi praticati dai fornitori alle imprese del terziario del Fvg. Questa situazione non cambierà con l’inizio del 2024. Il terziario Fvg continua a soffrire dell’inflazione così come il resto del terziario in Italia. Stabile, infine, la capacità delle imprese del terziario Fvg nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario: le aspettative a tre mesi fanno registrare un miglioramento dell’indicatore che supererà il dato nazionale.

Aumenta leggermente la quota di imprese del terziario Fvg che hanno chiesto credito nel quarto trimestre 2023. Aumentano tuttavia le risposte negative da parte delle banche. Il 60,5% delle imprese ha fatto richiesta di credito per esigenze di liquidità e cassa e il 4,7% per la ristrutturazione del debito. Il 34,8% ha chiesto credito per effettuare investimenti – si tratta di una ottima notizia -, per altro il trimestre precedente la percentuale era pari al 24,2%.