Ersa presenta i risultati dei progetti di innovazione per la zootecnia in Friuli.
Il futuro della zootecnia da latte in Friuli Venezia Giulia passa per collari GPS e i recinti digitali. I risultati del “Progetto sperimentale per un sistema integrato di gestione delle aziende zootecniche da latte” verranno svelati il prossimo 20 febbraio 2026, a partire dalle 14.30, nella sala Pasolini della Regione a Udine. L’iniziativa triennale, promossa nell’ambito della programmazione SISSAR 2022-2025, ha visto la collaborazione tra l’Ersa e le Università di Udine e Firenze per portare l’innovazione tecnologica nelle stalle e nelle malghe della regione.
Addio filo spinato: arrivano i collari a recinto virtuale
La novità più curiosa riguarda la linea d’azione dedicata al cosiddetto Virtual fencing. Per la prima volta nell’intero arco alpino e su animali da latte, sono stati testati collari dotati di GPS che permettono di guidare il movimento delle mandrie all’interno di confini definiti da remoto, senza la necessità di recinzioni fisiche.
Questo sistema non solo facilita il lavoro degli allevatori in contesti montani difficili, ma è stato integrato con l’uso di immagini satellitari per elaborare un modello semplificato di stima della biomassa pascoliva. L’obiettivo è duplice: monitorare costantemente il benessere animale e ottimizzare la gestione dell’erba disponibile nei pascoli.
Sostenibilità su misura per le piccole aziende locali
Il progetto non si è limitato alla tecnologia dei collari, ma ha analizzato a fondo la realtà delle piccole aziende a filiera corta che operano in contesti marginali o vincolati. Attraverso un’analisi multi-indicatore, sono stati studiati i sistemi gestionali di nove aziende coinvolte nella sperimentazione.
Lo studio ha dimostrato che una gestione integrata può migliorare significativamente la qualità e l’efficienza produttiva, garantendo al contempo la tutela del paesaggio e la biodiversità. Questi allevamenti di piccola scala, infatti, non producono solo latte, ma offrono fondamentali “servizi eco-sistemici” come la manutenzione del territorio e la salvaguardia delle tradizioni.
Qualificare il prodotto: dalla trasformazione alla stagionatura
Una terza linea d’azione si è concentrata specificamente sulle produzioni lattiero-casearie tradizionali. I ricercatori hanno valutato l’intero processo, dalla trasformazione alla stagionatura, per individuare punti di forza e debolezze della filiera.
Lo scopo è stato quello di qualificare ulteriormente i prodotti tipici regionali, assicurando che l’innovazione tecnologica si traduca anche in un maggiore valore economico per le aziende. La valorizzazione dei prodotti caseari tipici è stata indicata come l’elemento chiave per rafforzare la competitività del settore e garantire un futuro alle tradizioni agroalimentari friulane.
Un modello per la programmazione regionale
I risultati dell’iniziativa, alla cui presentazione parteciperà anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, forniranno indicazioni strategiche per le future scelte dell’Amministrazione.
Il progetto conferma il ruolo centrale del SISSAR (Sistema Integrato dei Servizi di Sviluppo Agricolo e Rurale) nel trasferimento tecnologico. Le buone pratiche testate nei tre anni di sperimentazione hanno prodotto indicazioni utili non solo per l’efficienza produttiva, ma per una zootecnia che sappia essere realmente sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico, restando radicata nel territorio montano e collinare.




