Il primo Pride transnazionale italiano avrà il suo cuore a Gorizia

Un'immagine dell'Fvg Pride 2019 svoltosi a Trieste

Presentato a Trieste il programma dell’edizione 2021 dell’Fvg Pride.

Dopo la prima edizione Udine 2017, con una partecipazione di 7mila persone, e dopo averne portate altre 10 mila in piazza Unità nella seconda edizione di Trieste 2019, l’Fvg Pride torna nel 2021 ponendo al centro stavolta le città di Gorizia e Nova Gorica dove, almeno secondo le intenzioni, si svolgerà la parata finale il 4 settembre.

Il motto scelto per questa edizione è #sconfiniamoidiritti ed è una vera e propria dichiarazione di intenti. Strizzando l’occhio alla città tagliata in due da un confine, quella nella quale si concluderà il percorso del Fvg Pride 2021, “vogliamo esprimere – hanno spiegato gli organizzatori durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi oggi in piazza Unità a Trieste – come anche i nostri diritti siano stati confinati da anni, relegati ai problemi a bassa priorità, resi ostaggi delle guerre politiche combattute a suon di emendamenti”.

L’Fvg Pride ha già raccolto diverse adesioni da parte di molte associazioni friulane e giuliane e da oggi partiranno le richieste di patrocinio a enti e istituzioni.

“Sarà un Pride insieme vecchio e nuovo – spiegano dal neo costituito Comitato Pride Fvg –. Nuovo per le inedite formule che abbiamo escogitato per adattarci alle esigenze specifiche dell’attuale periodo storico, vecchio perché rimane invariato il suo nucleo storico di momento identitario e costitutivo della comunità Lgbtqia+, così come invariata resta la natura squisitamente politica della manifestazione, che ha come obiettivo il rivendicare il nostro bisogno di tutela e la garanzia dei nostri diritti, tutti aspetti che ancor oggi vengono ignorati e negati dalla politica, dalle istituzioni e dalla società.

Il Comitato promotore denuncia come “la nostra Regione si è dimostrata sorda alle richieste che abbiamo avanzato nella scorsa edizione. Anzi potremmo dire, a ragione, che la situazione è peggiorata”, facendo riferimento all’uscita di molti Comuni dalla rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, allo stop ai finanziamenti per il progetto “A scuola per conoscerci” che affronta il problema del bullismo omolesbobitransfobico nelle scuole.

“Sono questi – proseguono – i motivi che ci spingono a tornare di nuovo tra le strade e per le piazze, per rivendicare spazi fisici e culturali che sono anche nostri. Come nelle scorse due edizioni, non limiteremo le nostre attività solamente alle città che saranno sede della parata finale, ma coinvolgeremo coi nostri eventi l’intero territorio regionale”.

Ogni evento sarà organizzato nel rispetto delle norme anti Covid vigenti. Come per le scorse edizioni, gli appuntamenti organizzati in questi mesi, da qui a settembre, saranno di contenuto prettamente culturale e avranno il duplice scopo di approfondire le istanze politiche della manifestazione. Il primo evento in calendario sarà una conferenza dal titolo “Chi ha paura dello schwa”, un confronto sul linguaggio ampio, con le relatrici Vera Gheno e Patrizia Fiore. Si svolgerà il giorno 11 maggio alle 18 sulle piattaforme social e anche sul sito web www.fvgpride.it.

Per quanto riguarda la parata finale, questo è ancora un grosso punto interrogativo. In calendario è stata fissata per sabato 4 settembre e coinvolgerà sia Gorizia che Nova Gorica. “Per minimizzare il rischio di contagi, tuttavia – proseguono dal Comitato Fvg Pride – potremmo non essere in grado di svolgere il corteo nelle stesse modalità delle edizioni precedenti. Nell’attesa di avere la situazione più chiara, e nella speranza di una più ampia copertura vaccinale, possiamo già garantire che tenteremo tutto il possibile per portare fisicamente i nostri corpi nelle strade e nelle piazze, per affermare la nostra esistenza come persone. Stiamo già lavorando a stretto giro con le associazioni Lgbtqia+ slovene per offrire il primo Pride transnazionale italiano”.