L’inaugurazione del Centro Emergenze di Gemona.
Cerimonia di inaugurazione oggi a Gemona del Friuli per il Centro emergenze intitolato alla memoria di Giuseppe Zamberletti, che ospita la nuova sede della Protezione civile e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas). I lavori sono stati realizzati grazie a un contributo della Regione, con l’obiettivo di rafforzare il sistema di risposta alle emergenze su un’area ampia e articolata del territorio.
Alla cerimonia hanno partecipato gli assessori regionali Riccardo Riccardi e Barbara Zilli, che hanno sottolineato il valore operativo e simbolico dell’inaugurazione, inserita nel calendario di iniziative con cui la Regione celebra nel 2026 i 50 anni dal terremoto del Friuli. Un anniversario che richiama il sacrificio delle vittime e l’eredità del “Modello Friuli”, mentre guarda al futuro con un investimento concreto in prevenzione, sicurezza e solidarietà.
Il nuovo centro.
L’immobile inaugurato oggi ha richiesto interventi di sistemazione e riqualificazione, finanziati dalla Regione con un contributo complessivo di 298.100 euro, approvato con deliberazione della Giunta regionale del 3 marzo 2023 e con successivo decreto attuativo. Nel corso dei lavori è emersa anche la disponibilità del Cnsas a insediare nella struttura la propria sede regionale di riferimento, scelta motivata dalla posizione strategica e baricentrica di Gemona del Friuli rispetto al territorio di intervento.
In questo modo si è potuto realizzare un centro delle emergenze di ambito sovracomunale, rafforzando il coordinamento tra i diversi soggetti del sistema di protezione civile. Alla luce delle nuove esigenze funzionali e delle criticità emerse in fase di attuazione, la Regione ha inoltre concesso un ulteriore finanziamento di 185 mila euro, a valere sul Fondo regionale della Protezione civile, per completare e integrare gli interventi previsti.
Riccardi: “Un centro innovativo nel segno del Modello Friuli”.

“Quella inaugurata oggi non è una struttura ‘tradizionale’, ma un luogo che riunisce le diverse forze del sistema di Protezione civile, con una cerimonia che avvia la lunga serie di iniziative messe in campo dalla Regione in occasione dei 50 anni dal terremoto, in programma nel corso di tutto il 2026″, ha commentato l’assessore Riccardi.
“L’apertura di questo nuovo centro di emergenza – ha proseguito Riccardi nel suo intervento – è sicuramente un risultato importante, frutto di un lavoro sinergico con il Comune e di un investimento significativo della Direzione regionale della Protezione civile”. L’assessore regionale ha poi sottolineato il carattere innovativo della struttura che ospita le diverse forze del sistema dell’emergenza, in grado di fornire risposte complesse a un’area articolata in cui sono presenti competenze diverse.
L’assessore ha infine richiamato il significato simbolico dell’inaugurazione nell’anno del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. “Questa di oggi è una delle prime occasioni in cui la Regione è fortemente impegnata nel ricordare il sacrificio di tante persone e, soprattutto, il “Modello Friuli”, riconosciuto come uno degli esempi più importanti al mondo di ricostruzione”.
Zilli: “Simbolo di solidarietà e di una nuova pagina di storia a 50 anni dal sisma del ’76”

All’inaugurazione ha preso parte anche l‘assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ha evidenziato il valore simbolico e strategico dell’opera. “Oggi consegniamo un patrimonio che sarà a disposizione di tutta la comunità regionale e non solo, per la prevenzione, la gestione delle emergenze e i soccorsi, in una terra che ha ricevuto tanto in termini di solidarietà all’indomani del 6 maggio 1976 e che vuole ancora una volta dimostrarsi strategica per il futuro del territorio“.
Zilli ha rimarcato come la concentrazione delle diverse componenti operative proprio a Gemona rappresenti “un segnale di grande speranza per il futuro, di competenza, di aiuto e di solidarietà che questa terra ha ricevuto e continua a dare da 50 anni a questa parte, in ogni occasione di necessità e bisogno”, definendo la giornata “una nuova pagina di storia” che segna l’avvio concreto delle celebrazioni a ricordo del sisma del ’76.





