Dai reparti alla riabilitazine, come cambierà l’ospedale di Gemona

Balog interviene sul futuro dell’ospedale.

Il consigliere comunale di Gemona con delega all’ospedale e infermiera specializzata in emergenza Zagorka Balog interviene nei riguardi delle modifiche che verranno apportate all’ospedale di Gemona, dopo la modifica dell’articolo 28 della legge 17.
Si è tenuto ieri un Consiglio comunale, legato soprattutto alle tematiche legate all’ospedale, al quale hanno partecipato anche l’assessore Barbara Zilli e il vice presidente Riccardo Riccardi.

“Vorrei spiegare bene ai non esperti del settore l’importanza di quanto abbiamo fatto. Il nostro esempio è stato l’ospedale di Motta di Livenza, vicino alla chiusura dieci anni fa e ora un esempio di eccellenza per il nord Italia”, spiega Balog.

“L’ospedale di Gemona, che è stato un presidio ospedaliero per la salute, quindi una struttura distrettuale, diventerà un presidio ospedaliero specializzato alla stregua di ospedali come il Burlo, il CRO di Aviano il e Gervasutta. Questo significa che in futuro, qualsiasi possa essere il governo, se si penserà di intervenire con una nuova riforma sanitaria, l’ospedale di Gemona non potrà più essere messo in discussione.

L’ulteriore punto su cui si sofferma Balog è la presenza di un centro specializzato nella riabilitazione cardiotoracica: “Il Friuli insieme alla Sardegna sono le uniche due regioni italiane che non hanno un centro di riabilitazione cardiotoracica. Si stima che ci siano annualmente circa 900 persone che dopo gli interventi sono costrette ad emigrare presso altre regioni per svolgere la riabilitazione. Si tratta di una riabilitazione intensa che inizia dopo pochi giorni dall’intervento e tali pazienti lasciano la terapia intensiva in fretta, per spostarsi verso il percorso riabilitativo, che prima mancava”.

Viene sottolineata dal consigliere la necessità di potenziare la radiologia e le attività ambulatoriali per accompagnare le nuove modifiche del nosocomio. Balog conclude annunciando che all’interno dell’ospedale si troverà un’unità dedicata alle persone che si trovano in stato vegetativo.

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